Colline bianche che si rincorrono fino all’orizzonte e, dopo la pioggia, pozze d’acqua azzurra che evocano la magia di piccoli laghi alpini. Il paesaggio candido di Kishangarh, nel Rajasthan, diventato popolare grazie alle immagini diffuse sui social media, è in realtà una discarica di scarti della lavorazione del marmo e del granito. Dietro lo spettacolo, si nasconde un grave problema ambientale.
La poltiglia prodotta durante il taglio e la lucidatura della pietra viene trasportata nelle aree di smaltimento e, una volta asciutta, lascia sul terreno enormi accumuli di polvere bianca. Il vecchio sito di Kishangarh si estende su circa 34 ettari ed è diventato negli anni una insolita attrazione turistica.
A trasformarlo in un fenomeno hanno contribuito soprattutto foto e video diffusi sui social. Coppie in posa per i servizi matrimoniali, visitatori a cavallo, influencer e troupe cinematografiche utilizzano i pendii artificiali come sfondo, alimentando l’illusione di trovarsi in un paesaggio da fiaba anziché in un’area destinata agli scarti industriali.
Kishangarh è uno dei principali centri indiani per la lavorazione del marmo e del granito. Le stime del Central Pollution Control Board indicano una produzione nell’area di circa 5.500-6.000 tonnellate di “marble slurry” al giorno.
Il vecchio sito diventato meta dei visitatori è ormai saturo e non riceve più nuovi conferimenti: parte della marmettola essiccata viene oggi recuperata per il riutilizzo, mentre lo smaltimento prosegue in una seconda area.
Proprio l’impatto di questi enormi quantitativi di residui è finito davanti al National Green Tribunal, l’organo giurisdizionale indiano specializzato nelle controversie ambientali.
Un’indagine condotta nel 2025 ha rilevato problemi sia nella qualità dell’aria sia nelle acque sotterranee intorno alle aree di smaltimento. In diversi campioni sono stati riscontrati livelli elevati di durezza, solidi disciolti, cloruri e fluoruri; la commissione ha concluso che la maggior parte delle acque analizzate non è adatta al consumo senza un adeguato trattamento.
C’è poi il problema delle polveri. I controlli effettuati a Kishangarh hanno rilevato superamenti dei limiti per il particolato in diversi mesi nell’area industriale. Quando la marmettola si asciuga, infatti, le particelle più fini possono essere sollevate e disperse nell’aria.
Il Rajasthan State Pollution Control Board ha messo in guardia contro lo smaltimento non corretto degli scarti della lavorazione della pietra, per il rischio di dispersione di polveri e inquinamento atmosferico nelle aree circostanti.
Il National Green Tribunal è intervenuto il 7 gennaio ordinando alla Kishangarh Marble Association di adottare una serie di misure: controlli periodici sulla qualità dell’aria, sistemazione delle parti danneggiate degli argini, gestione e riutilizzo dell’acqua recuperata, verifica della stabilità delle strutture di contenimento e individuazione degli scarichi abusivi. Ha inoltre chiesto di completare le linee guida nazionali per aumentare il riutilizzo degli scarti di marmo e ridurne lo smaltimento incontrollato.
Precauzioni che, almeno per il momento, non hanno intaccato la popolarità del luogo: un enorme deposito di residui industriali trasformato dai social in un paesaggio da cartolina.
