Un mare che unisce popoli, culture, storie e tradizioni all’insegna dei più alti valori dello sport. Con la formula di rito pronunciata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, hanno preso ufficialmente il via i XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. La serata inaugurale si è aperta con il tricolore portato sul campo dalla marciatrice Antonella Palmisano, seguito dalle note dell’inno nazionale cantato dal giovanissimo Simone Grande. Sugli spalti della tribuna d’onore, ad applaudire insieme a capi di Stato stranieri, erano presenti anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti delle Camere e il Ministro per lo Sport.
Il dialogo tra passato e futuro
A fare da filo conduttore della narrazione scenica è stato lo sguardo di un ragazzo, ponte ideale tra presente e memoria storica. Dalle profondità del tempo è riemerso il mito con la monumentale figura dell’Atleta di Taranto del V secolo a.C., mentre nel cielo notturno uno spettacolare sciame di droni luminosi ha disegnato le antiche discipline panatenaiche, fondendo archeologia, identità territoriale e tecnologia moderna.
Musica, riti simbolici e la parata azzurra
L’energia dello stadio Iacovone si è accesa con l’esibizione di Mietta, interprete della canzone ufficiale dei Giochi, e con la voce di Al Bano, preludio al giuramento degli atleti e alla suggestiva cerimonia dell’acqua, elemento vitale e simbolo di fratellanza tra tutte le civiltà del Mare Nostrum. Il momento culminante per il pubblico è arrivato con la sfilata delle delegazioni sportive: a chiudere la parata sono stati gli azzurri dell’Italia, guidati con entusiasmo dai portabandiera Filippo Tortu e Irma Testa.
Il gran finale nel segno dell’inclusione
Il sipario sulla cerimonia d’apertura è calato sulle note e l’energia di Serena Brancale, protagonista dell’ultimo atto di una grande festa collettiva. Taranto e l’intero bacino mediterraneo si preparano ora alle gare sportive, accompagnati dal motto ufficiale che racchiude lo spirito della manifestazione: «Abbracciamo il futuro».
