È morta a 97 anni Yayoi Kusama, tra le più celebri artiste contemporanee al mondo e nota come la “regina dei pois”. La sua società ha riferito che l’artista giapponese è morta il 14 agosto in un ospedale di Tokyo.
L’artista d’avanguardia giapponese trasformò le sue allucinazioni in opere che spaziavano da vivaci dipinti ricoperti di punti e sculture di zucche a installazioni di stanze con specchi infiniti.
Yayoi Kusama Foundation (yayoikusamamuseum)
Kusama, celebre per i suoi pois, le reti e i motivi dell’infinito, ha trasformato in opere dai colori vivaci le allucinazioni e i traumi che l’avevano accompagnata fin dall’infanzia. “Ha continuato a dipingere fino agli ultimi giorni, senza mai posare il pennello“, si legge nella nota. “Porteremo avanti i desideri di Kusama e, attraverso l’arte, continueremo a infondere speranza e forza per il futuro alle persone di tutto il mondo”, prosegue la dichiarazione.
Kusama ha parlato apertamente dei suoi problemi di salute mentale, affermando di aver avuto visioni e allucinazioni di luci lampeggianti, puntini e fiori fin dall’infanzia. “Vedo ancora allucinazioni anche adesso”, disse ai giornalisti nel 2017. “I punti volano ovunque — sul mio vestito, sul pavimento, sulle cose che porto con me, in tutta la casa, sul soffitto”.
Nata nel 1929 a Nagano in una famiglia benestante ma segnata da tensioni familiari, Kusama iniziò a disegnare i suoi caratteristici puntini e reticoli già a dieci anni – come raccontato nell’autobiografia – sviluppati come modo per esorcizzare le proprie paure.
Dopo aver studiato pittura a Kyoto, nel 1957 si trasferì negli Stati Uniti, prima a Seattle epoi a New York, dove per sedici anni, nonostante le ristrettezze economiche, divenne un nome di punta dell’avanguardia.
Negli anni Sessanta organizzava “happenings” con corpi nudi dipinti a pois in luoghi pubblici, in chiave antimilitarista e a sostegno dei diritti civili, e lanciò una linea di moda.
Yayoi Kusama (Ap)
Tornata in Giappone nel 1973, scelse di vivere volontariamente in un ospedale psichiatrico di Tokyo, da dove ha continuato a lavorare fino in età avanzata.
Il successo commerciale arrivò tardi, a partire dagli anni Novanta, con le sue zucche – definite “compagni di vita” – e le sale degli specchi infiniti, divenute fenomeno globale anche sui social network.
La mostra “You, Me and the Balloons” di Yayoi Kusama agli Aviva Studios il 29 giugno 2023 a Manchester ((Christopher Furlong/Getty Images))
Nel 2016 fu inserita dal “Time” tra le cento persone più influenti al mondo, e le sueopere hanno raggiunto prezzi da capogiro, con un “infinity net” venduto per quasi otto milioni di dollari nel 2019.
Sempre riconoscibile per la parrucca rosso fuoco e gli abiti a pois, ha spesso criticato il Giappone, che definì “pieno di disprezzo per le donne”. Nel 2017 aprì a Tokyo un museo a lei dedicato. “Il mio desiderio – disse allora – è che il futuro luminoso, la bellezza dell’amore e la mia anima vengano tramandati. Amate le mie opere, anche dopo la mia morte”.
È morta a 97 anni l’artista giapponese Yayoi Kusama (Reuters)
