“Oggi, in sede di udienza di Riesame dimostreremo che non ci sono più le esigenze cautelari e che sono scaduti i termini. Inoltre l’ipotesi accusatoria della procura di Roma, così come è concepita non può reggere, come anche la competenza territoriale”. Così l’avvocato, Sergio Cola, difensore di Valter Lavitola accusato di essere il mandante dell’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto nel comune di Pomezia, in provincia di Roma, a ottobre del 2025. Questa mattina davanti ai giudici del Riesame si svolgerà l’udienza.
“Il nostro assistito sarà in videocollegamento dal carcere di Rebibbia. Renderà delle dichiarazioni spontanee” ha detto il difensore di Lavitola.
“Presenteremo una memoria di 72 pagine e discuteremo delle diverse questioni di diritto che proponiamo all’attenzione dei giudici”, ha continuato il penalista prima di entrare nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. I difensori sosterranno tra le questioni proposte quella della competenza territoriale che si ritiene non essere “radicata” a Roma.

