Attribuire alla sinistra la responsabilità delle stragi mafiose del 1992 e del 1993 per favorire l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi e la nascita di Forza Italia. È uno degli scenari che Giovanni Brusca, oggi collaboratore di giustizia, ha raccontato come testimone al processo Baiardo in corso a Firenze, rievocando le discussioni tra i vertici di Cosa Nostra palermitana. Un progetto di depistaggio che, secondo la sua ricostruzione, rimase soltanto un’ipotesi.
Alle dichiarazioni di Brusca ha replicato Barbara Berlusconi: “Da 30 anni lancia accuse senza prove su mio padre”. Il legale Giorgio Perroni ha invece richiamato le sentenze che, sostiene, avrebbero già accertato “l’inattendibilità di Brusca”.

