Si è uccisa a 35 anni Denise, la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo. La notizia, anticipata da ‘Avvenire’, è stata confermata all’ANSA da più fonti. La mamma aveva la stessa età quando fu assassinata per mano della ‘ndrangheta. Lea Garofalo è stata uno dei simboli della ribellione alle mafie. Secondo quanto si è appreso, il dramma si sarebbe consumato domenica e la donna sarebbe morta alcuni giorni dopo in ospedale.
“Oggi è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l’intera vita di Denise, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio. Oggi però qualcosa, in quel fragilissimo equilibrio, si è spezzato per sempre. Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile”. Lo afferma Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, sulla morte di Denise, figlia di Lea Garofalo. “E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi – osserva – Nel restare fedele al percorso di riscatto iniziato da Lea, la sua adorata mamma, Denise ha dovuto vivere per anni nascosta, senza però mai rassegnarsi davvero, perché il suo sogno era sentirsi finalmente libera e autonoma. Proprio come Lea, Denise aveva infatti una grande sete di vita, di libertà e di amore”. “Vogliamo adesso immaginarla riunita in un grande abbraccio con la sua mamma. Vorremmo dirle ‘Scusa! Perdonaci per non essere riusciti a tenerti qui con noi’, ma anche ‘Grazie del tempo che abbiamo passato insieme. Non giudichiamo la sua storia, non innalziamola e non compatiamola. Lei non lo vorrebbe. Denise, resterai per sempre dentro al nostro cuore e al nostro impegno“, conclude don Ciotti.

