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Cronaca

Un archivio restituisce nomi e volti

Di Sala Notizie12 Settembre 20263 min di lettura
Un archivio restituisce nomi e volti
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Angelo Sereno quella mattina stava lavorando. Faceva il meccanico e stava riparando un impianto di aria condizionata sul tetto di un edificio vicino al World Trade Center quando vide e sentì il primo aereo colpire la Torre Nord. Avrebbe potuto restare dov’era. Invece, secondo il racconto dei colleghi, lasciò il lavoro e corse verso i soccorritori. Sognava di diventare vigile del fuoco. Gli chiesero di non andare, ma non riuscirono a fermarlo. Angelo non tornò più a casa.

11 settembre 2001, attacco alle Torri Gemelle (Ipa)

La sua è una delle 411 storie raccolte in un progetto dedicato alle vittime di origine italiana e italo-americana dell’11 settembre 2001. Nomi, fotografie, età, luoghi di residenza e vicende personali ricostruiti uno dopo l’altro per sottrarre quelle vite alla dimensione impersonale dei numeri. 

Dietro il progetto c’è Giulio Picolli. La sua ricerca cominciò subito dopo l’11 settembre, quando per giorni cercò notizie del figlioccio Luigi Calvi, passando tra ospedali, chiese, centri di informazione e sale mortuarie. Da allora ha continuato a cercare i nomi delle vittime con radici italiane, verificando registri e documenti e contattando le famiglie.

Il sito “Non dimenticheremo” e la pubblicazione saranno presentati al Consolato generale d’Italia a New York in occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati.

“Ho impiegato quasi 24 anni nel compilare questa selezione di nomi”, racconta Picolli. Una ricerca condotta tra le oltre tremila vittime degli attentati e che, sottolinea, ha portato a individuare più di 400 persone di origine italiana. Molte erano semplicemente andate al lavoro quella mattina. Altre morirono mentre cercavano di salvare qualcuno.

Memoriale 11 settembre, New York

Memoriale 11 settembre, New York (gettyimages)

Il numero di 411 non è una nuova cifra ufficiale delle vittime italiane dell’11 settembre. È il risultato della ricerca indipendente condotta da Picolli sui nominativi riconducibili a origini italiane e italo-americane. Lo stesso progetto riconosce la difficoltà di stabilire un dato definitivo e resta aperto alle segnalazioni e alle correzioni delle famiglie.

“Rinnovo l’impegno del Consolato Generale d’Italia a New York e di me stesso a preservare la memoria delle vittime italiane e di origine italiana dell’11 settembre”, scrive il console generale Giuseppe Pastorelli, sottolineando la necessità che il loro sacrificio continui a essere “un’eredità di memoria condivisa”.

Proprio per questo, dopo la commemorazione ufficiale a Ground Zero, al Consolato generale d’Italia si terrà una cerimonia dedicata agli italiani e agli italo-americani morti nelle Torri Gemelle. Saranno letti i nomi di oltre 200 vittime, restituendo un’identità alle persone che persero la vita quel giorno.

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