Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile l’istanza di differimento pena, legata alla richiesta di grazia, presentata da Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo che avevano assaltato il suo negozio.
Il provvedimento, il secondo dopo quello di Torino, è stato depositato questa mattina ed è in linea con la richiesta della procura generale.
Nel breve provvedimento notificato questa mattina i magistrati milanesi che vigilano sulla reclusione dei detenuti osservano che “a differenza di quanto argomentato dalla difesa” di Roggero l’istanza di differimento dell’esecuzione della pena in caso di presentazione di domanda di grazia al Presidente della Repubblica, come quella avanzata dalla moglie del gioielliere, Mariangela Sandrone, è “applicabile” solo quando la “pena non sia ancora iniziata”.
Nel caso concreto Roggero e il suo legale l’hanno “già avanzata correttamente” davanti al Tribunale di Torino che l’ha respinta “nel merito”.
“È del tutto evidente” che “questo collegio” non può ritenere “ammissibile” una nuova istanza per sospendere la condanna – inoltre presentata oltre i termini previsti dalla “giurisprudenza” in materia – perché trasformerebbe l’istituto nella “possibilità di reiterare” lo stesso ricorso più volte eludendo le “ordinarie regole” e le “impugnazioni”.
Il Tribunale sottolinea che Roggero, come ha già annunciato, può ricorrere contro la decisione di Torino per Cassazione.
La vicenda
Mario Roggero è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo la rapina al suo negozio di Grinzane Cavour, nel Cuneese. La decisione dei giudici ha alimentato un acceso confronto politico e mediatico.

