Close Menu
Specchio ItalianoSpecchio Italiano
  • Cronaca
  • Economia e Finanza
  • Politica
  • Salute
  • Società
  • Spettacolo
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Ambiente
  • Viaggi e Turismo
  • Di Più
    • Scienza e Tecnologia
    • Ultime Storie Web
    • Tendenza
    • Comunicato Stampa
Cosa Succede

Chioggia, viene rimproverato dal padre e lo ferisce con un utensile da cucina: 17enne in caserma

1 Ottobre 2026

Contro i tumori a bordo treno

1 Ottobre 2026

Oltre mille persone a Tottea per i funerali di Andrea Moretti, operaio morto in servizio al Colosseo

1 Ottobre 2026

Parte il Frecciarosa contro i tumori, prevenzione a bordo treno

1 Ottobre 2026

Misure di contenimento fino al 31 ottobre

1 Ottobre 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Storie sul Web
Facebook X (Twitter) Instagram
Specchio Italiano
Sottoscrivi
  • Cronaca
  • Economia e Finanza
  • Politica
  • Salute
  • Società
  • Spettacolo
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Ambiente
  • Viaggi e Turismo
  • Di Più
    • Scienza e Tecnologia
    • Ultime Storie Web
    • Tendenza
    • Comunicato Stampa
Specchio ItalianoSpecchio Italiano
Home » Sentenza Regeni, Meloni: “Siamo solo al primo grado”. La famiglia: “Provvisionale già esecutiva”
Cronaca

Sentenza Regeni, Meloni: “Siamo solo al primo grado”. La famiglia: “Provvisionale già esecutiva”

Di Sala Notizie1 Ottobre 20267 min di lettura
Sentenza Regeni, Meloni: “Siamo solo al primo grado”. La famiglia: “Provvisionale già esecutiva”
Condividere
Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

“Per quel che riguarda la sentenza Regeni chiaramente siamo di fronte a una sentenza che non è definitiva, ci sono tre gradi di giudizio, all’esito della sentenza ovviamente andrà dato seguito, io non sono tra coloro che ritengono che per risolvere il problema chiudere i rapporti diplomatici con l’Egitto aiuti, piuttosto crea maggiori difficoltà”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’inaugurazione del 66/mo Salone nautico internazionale di Genova. “Segnalo che non è stato questo governo a riaprire i rapporti diplomatici con l’Egitto, è stato il governo Gentiloni – aggiunge Meloni -. Forse anche chi ci ha preceduto riteneva che la strada diplomatica potesse aiutare”.

Il giorno dopo la sentenza della Corte d’Assise di Roma sul caso Regeni, si è aperto uno sconto politico. Al centro c’è la frase con cui il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva commentato il verdetto. 

Dopo otto ore di camera di consiglio, la Corte ha condannato a dieci anni tre 007 egiziani per il sequestro di Giulio Regeni e ha assolto il quarto imputato. Le motivazioni dovranno essere depositate entro 90 giorni. Il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha osservato che la decisione riconosce che l’attività contro Regeni era stata compiuta da persone legate allo Stato egiziano. Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, titolare del fascicolo fin dall’inizio, l’ha definita “una sentenza storica” che conferma l’impianto accusatorio. Le difese dei tre 007 egiziani condannati sono pronte a impugnare la sentenza in Appello.

La famiglia Regeni risponde alla premier indirettamente tramite l’avvocata Alessandra Ballerini: “Come risulta evidente dalla semplice lettura dell’articolo 540 del codice di procedura penale nonché dallo stesso dispositivo della sentenza, la provvisionale di 150mila euro assegnata alla presidenza del Consiglio dei Ministri, costituitasi parte civile nel processo, è immediatamente esecutiva, non bisogna quindi attendere che la sentenza diventi definitiva”. 

Tajani a caldo aveva sottolineato che “non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone“, ricordando che si tratta di una sentenza di primo grado. Le parole hanno acceso le polemiche. Oggi, rispondendo ai giornalisti, ha detto di essersi “limitato a fotografare la sentenza” e di essere “stupito dalle polemiche”. Ha poi corretto il tiro una prima volta: “Il governo italiano continuerà a lavorare per arrivare alla verità. Vale più l’azione diplomatica che il clamore. Quella di ieri è una sentenza limitata, non ci dice chi sono gli assassini di Regeni. Noi non abbiamo mai rinunciato a insistere con le autorità egiziane in ogni incontro su quello che per noi è fondamentale: scoprire la verità. Agire con diplomazia, con discrezione, non significa non agire. L’attività diplomatica non ha nulla a che vedere con copertura: noi non copriamo nulla, vogliamo soltanto scoprire la verità.”

Tajani ha poi rivendicato i risultati ottenuti con questa strada, citando il caso di Patrick Zaki, e ha auspicato una soluzione per Nessy Guerra e sua figlia, alle quali le autorità egiziane hanno negato il permesso di lasciare il Paese dopo una condanna per adulterio.

Nel pomeriggio il ministro Tajani ha voluto puntualizzare la sua posizione: “Noi siamo determinatissimi, stiamo dalla parte della vittima, cioè dalla parte di Regeni, dalla parte della famiglia. Vogliamo che i colpevoli siano individuati. Ho detto soltanto che la sentenza di ieri non ha individuato gli assassini, ci ha detto soltanto chi sono coloro che hanno sequestrato Regeni”.

Il ministro degli Esteri ha anche ricordato: “Noi vogliamo che si vada avanti. Lo Stato si è costituito, il governo si è costituito parte civile, quindi non abbiamo cambiato idea, andiamo avanti. Quando si tratta di essere cauti o non cauti. C’è stata una sentenza che non ho fatto io, non ero membro della giuria. La giuria ha condannato tre persone per il sequestro, non li ha condannati per l’omicidio, addirittura una l’ha assolta. Ecco, io vorrei che si potesse andare avanti e sapere chi sono gli assassini di Regeni. E purtroppo è la sentenza, non l’ho fatta io”.

Tajani ha ribadito: “Dirò sempre le stesse cose, quella che è la verità, come ho sempre detto. Però strumentalizzare alcune cose non mi pare che sia molto corretto”.

Schlein: “Ha perso un’altra occasione per tacere”, tutte le opposizioni chiedono informativa in Parlamento

La replica più dura è arrivata dalla segretaria del Pd Elly Schlein, presente ieri al sit-in davanti al tribunale, dove aveva parlato di “sentenza storica” ottenuta grazie al lavoro della Procura, dei legali e alla tenacia della famiglia. Oggi ha dichiarato: “Tajani ha perso un’altra occasione per tacere ed evitare imbarazzo al Paese. Dimostra di non aver capito niente della sentenza di ieri, che condanna per il sequestro e la tortura di Giulio Regeni tre componenti dell’apparato di sicurezza del regime egiziano. Nessuno può più negare la responsabilità del regime di Al Sisi”. E ha aggiunto: “Le parole di Tajani sono molto gravi perché arrivano proprio quando la giustizia ha compiuto un importante passo avanti dopo dieci anni di tenace battaglia per la verità da parte della famiglia Regeni e uno sforzo encomiabile della Procura. Tajani si risparmi i toni da assoluzione di ufficio, anche perché adesso è compito del governo far rispettare ed eseguire la sentenza emessa, con un’iniziativa politica e diplomatica forte e determinata, per pretendere dal governo egiziano di consegnare i responsabili alla giustizia e che paghi all’Italia il risarcimento che la sentenza ha stabilito”. 

Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, ha detto che tra tutte le parole possibili Tajani ha scelto “le peggiori”. Il Fatto Quotidiano riferisce anche l’intervento di Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, che ha definito “grave” la posizione del ministro. Laura Boldrini ha letto la sentenza come una “vittoria della società civile” che ha impedito il calare del silenzio. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs) si sono rivolti direttamente alla premier: “Chiami Al Sisi e pretenda l’estradizione dei condannati”. Pd, M5s e Avs hanno chiesto un’informativa urgente a Tajani sulle prossime mosse del governo. Le opposizioni sottolineano anche il silenzio di Giorgia Meloni.

Lo Voi: “L’impianto accusatorio ha retto”

Francesco Lo Voi, procuratore di Roma, dopo la lettura della sentenza osserva: “Dovremo attendere le motivazioni per riuscire ad avere il quadro completo del ragionamento della Corte d’assise. Credo si possa dire che la parte sostanziale dell’impianto accusatorio ha retto”.

“Ci sono state tre condanne su quattro, anche se non per tutti i reati, per una attività che era stata posta in essere da persone legate allo Stato egiziano – argomenta Lo Voi -. Si è riusciti a raggiungere questo risultato nonostante una collaborazione non proficua da parte dell’autorità egiziana”.

Il procuratore commenta: “Siamo soddisfatti per avere tirato fuori questo procedimento dal pantano in cui era finito. Siamo riusciti, attivando anche la Corte costituzionale, a procedere e a svolgere un processo davanti a una corte di assise autonoma e indipendente, in presenza della quale anche gli imputati assenti sono stati egregiamente rappresentati”.

La tesi dell’accusa

Per i pm il movente sarebbe stato la percezione errata di un’attività di intelligence ostile da parte di Regeni. Sequestro e torture sarebbero serviti a strappargli informazioni che, secondo l’accusa, non poteva fornire. Colaiocco ha sostenuto in aula che il processo offre una verità processuale costruita su prove, non una verità intuitiva o emotiva. Un testimone protetto, indicato come “Gamma”, ha riferito di aver sentito Sharif vantarsi del fatto. La difesa di Sharif ha cercato di smontarne l’attendibilità e ha giudicato le prove prive della forza necessaria per giustificare una condanna.

I quattro imputati

Si tratta del generale Tariq Sabir, che è stato assolto, dei colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e del maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, tutti e tre condannati a dieci anni. A ciascuno dei quattro era contestato il sequestro di persona pluriaggravato. Solo Sharif risponde anche di lesioni personali aggravate e omicidio aggravato, in concorso con persone mai identificate. Nessuno dei quattro ha mai partecipato a un’udienza. Sono formalmente irreperibili da anni per la mancanza di cooperazione egiziana.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Chioggia, viene rimproverato dal padre e lo ferisce con un utensile da cucina: 17enne in caserma

Oltre mille persone a Tottea per i funerali di Andrea Moretti, operaio morto in servizio al Colosseo

Cocaina rilevante, ma per la morte ne serviva il doppio

In Italia 55 furti dal 2024, quest’anno 18 sequestri

Istat, ad agosto meno cinquemila occupati su luglio, +291mila sull’anno

Francia, scontri tra studenti e polizia in varie città. A Marsiglia preside cosparso di benzina

Arrestato il guru di una setta

Schiavitù e violenza sessuale, scoperta una setta nel Torinese. Arrestato il guru

Esaltava gli attacchi alle scuole e l’odio razziale online: indagata ventenne nel Salento

Scelti dall'editore

Contro i tumori a bordo treno

1 Ottobre 2026

Oltre mille persone a Tottea per i funerali di Andrea Moretti, operaio morto in servizio al Colosseo

1 Ottobre 2026

Parte il Frecciarosa contro i tumori, prevenzione a bordo treno

1 Ottobre 2026

Misure di contenimento fino al 31 ottobre

1 Ottobre 2026

Ultime Notizie

Rischio squalifica fino a sei mesi e il 7 passa a Leão

1 Ottobre 2026

Sentenza Regeni, Meloni: “Siamo solo al primo grado”. La famiglia: “Provvisionale già esecutiva”

1 Ottobre 2026

Cocaina rilevante, ma per la morte ne serviva il doppio

1 Ottobre 2026

Recent Posts

  • Chioggia, viene rimproverato dal padre e lo ferisce con un utensile da cucina: 17enne in caserma
  • Contro i tumori a bordo treno
  • Oltre mille persone a Tottea per i funerali di Andrea Moretti, operaio morto in servizio al Colosseo
  • Parte il Frecciarosa contro i tumori, prevenzione a bordo treno
  • Misure di contenimento fino al 31 ottobre

Recent Comments

Nessun commento da mostrare.
Facebook X (Twitter) TikTok Instagram LinkedIn
© 2026 Specchio Italiano. Tutti i diritti riservati.
  • Politica sulla riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.