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Home » Mattarella, gli 80 anni della Repubblica e il messaggio ai giovani: “Scegliete il futuro”
Politica

Mattarella, gli 80 anni della Repubblica e il messaggio ai giovani: “Scegliete il futuro”

Di Sala Notizie31 Dicembre 20256 min di lettura
Mattarella, gli 80 anni della Repubblica e il messaggio ai giovani: “Scegliete il futuro”
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Mattarella, gli 80 anni della Repubblica e il messaggio ai giovani: “Scegliete il futuro”

L’undicesimo discorso da Presidente della Repubblica per Sergio Mattarella inizia dalla pace: “La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace.Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte.La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio.” E ricorda anche le parole di Papa Leone XIV che ha “richiamato alla necessità di disarmare le parole”.Invita tutti a rimuovere un senso “fatalistico” di impotenza rispetto a ciò che accade.

Ma il cuore del discorso è dedicato agli 80 anni della nostra Repubblica: “Ottant’anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono stati decenni di alto significato.”

Un viaggio che  ha come “primo fotogramma le donne” e ricorda che “ il segno dell’unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità” e ricorda che “la Costituzione italiana, che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni. La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia”.

E ripercorrendo gli anni che vanno dalla scelta del 1946 ad oggi entrano temi attuali anche oggi come sanità, casa, il lavoro, la previdenza, l’informazione con la RAI servizio pubblico, garanzia di pluralismo.

E poi : “ Le stragi. Il terrorismo. Ricordiamo i volti e i nomi delle vittime. Magistrati, giornalisti, uomini delle istituzioni, esponenti delle forze dell’ordine. E poi tanti, troppi giovani che cadono per mano di ideologie che fanno della violenza il loro unico strumento. Verrà definita la notte della Repubblica.Ma l’Italia prevale. Le istituzioni si dimostrano più forti del terrore. E lo sono grazie all’unità delle forze politiche e sociali, capaci di difendere i principi fondativi della Repubblica.”

E ancora “Due volti che non possiamo dimenticare: quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della legalità e della lunga lotta contro la mafia. Protagonisti anche dopo il loro assassinio: il loro esempio continua a ispirare – non soltanto in Italia – le nuove generazioni e tutti coloro che non si rassegnano alla prepotenza della criminalità. Anni di tensioni, di grandi mutamenti che ci hanno accompagnato nel passaggio al nuovo secolo. Al nuovo millennio. I cambiamenti sono profondi: dal linguaggio, agli stili di vita, alla moneta.”

Parla anche di lacune e contraddizioni ma “l’Italia della Repubblica è una storia di successo nel mondo. Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi.Possiamo perché questa storia è frutto del sacrificio, dell’impegno, della partecipazione di tante generazioni di italiane e italiani. Ognuno ha messo la sua tessera in quel mosaico. In ogni casa, in ogni famiglia c’è una storia da raccontare”.

Chiede, il Presidente di “riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo.Vecchie e nuove povertà – che ci sono e vanno contrastate con urgenza – diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali: crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo”. 

Richiama tutti all’impegno : “La Repubblica è un bene per cui siamo chiamati a impegnarci, ognuno secondo il suo livello di responsabilità, senza che nessuno possa sentirsi esentato. Perché la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi”.

E ha chiuso guardando al futuro, ai giovani Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna”.

 

 

 

 

La nostra vera forza, la coesione sociale nella libertà e democrazia, ci ha consentito di fare dell’Italia il grande Paese che è oggi. Le legittime dialettiche tra le varie posizioni hanno contribuito a concrete realizzazioni che hanno cambiato in meglio la vita delle persone. Diritti e doveri sono diventati progressivamente fatti e non sono rimasti astratte affermazioni. 

Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo.

Vecchie e nuove povertà – che ci sono e vanno contrastate con urgenza – diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali: crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo. 

Un bene che, tuttavia, non è mai acquisito definitivamente. Un bene per cui siamo chiamati a impegnarci, ognuno secondo il suo livello di responsabilità, senza che nessuno possa sentirsi esentato. Perché la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi.

Abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi, accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale che attraversiamo. Entriamo, inoltre, oggi, in un tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente, dall’economia, all’ambiente, al clima, alle rivoluzioni tecnologiche che investono le nostre vite, ai rischi delle pandemie, alle reti del terrorismo integralista. 

Ma nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia.

Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. 

Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. 

Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. 

Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna.

Auguri!

Buon 2026!

 

Le reazioni

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esprimere al Capo dello Stato l’apprezzamento del Governo per il discorso di fine anno rivolto agli italiani. Lo comunica una nota di palazzo Chigi. Il Presidente del Consiglio, si legge, ha ringraziato il Presidente della Repubblica per lo sprone rivolto ai più giovani, che rappresentano il motore del cambiamento e nei confronti dei quali la cura e l’attenzione delle Istituzioni devono essere massime.

A quanto si apprende il presidente del  Senato, Ignazio La Russa, ha telefonato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per esprimergli apprezzamento per il suo discorso di fine anno e per fargli i migliori auguri a nome del Senatoi per il  nuovo anno.

Un Paese che si prende cura deipropri giovani perché questi possano prendersene cura. E la richiesta di pace e vera giustizia. L’auspicio di una comunitànazionale unita e solidale. Nelle sagge parole del Capo delloStato i valori che 80 anni fa ispirarono la scelta repubblicana.Grazie Presidente”. Così su X la vicepresidente della Camera Anna Ascani (Pd)

“Da parte mia e di tutta Italia Viva esprimo gratitudine e apprezzamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le parole pronunciate nel messaggio di fine anno. Un apprezzamento particolare va al passaggio in cui il Presidente ricorda che l’Italia prevale. Un richiamo forte e importante nell’80esimo anniversario della Repubblica”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

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