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Home » Una violenza che lascia senza fiato
Cronaca

Una violenza che lascia senza fiato

Di Sala Notizie10 Gennaio 20264 min di lettura
Una violenza che lascia senza fiato
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Una violenza che lascia senza fiato

Oggi i funerali di Aurora si sono svolti nella chiesa di San Giovanni Battista di Monte San Biagio, provincia di Latina. “È difficile farsi ragione di tanta brutalità e sofferenza, una violenza e follia che ci lascia senza fiato. Ma come ha detto tuo papà, ‘non cerco vendetta ma giustizia’: vuole che tu riposi”. Durante la sua omelia ha parlato direttamente ad Aurora Livoli monsignor Luigi Vari, l’arcivescovo di Gaeta che ha celebrato i funerali della 19enne trovata senza vita in un cortile di un palazzo alla periferia di Milano il 29 dicembre, violentata e strangolata dopo essersi allontanata da casa.   

I funerali di Aurora Livoli, la 19enne Aurora Livoli, trovata senza vita il 29 dicembre nel cortile di un palazzo di via Paruta, a Milano, Monte San Biagio, 10 gennaio 2026 (Ansa)

“Siamo una famiglia, e dobbiamo vivere questo momento mettendo in comune il nostro amore, la nostra speranza, il nostro pensiero per Aurora” ha proseguito il sacerdote, in una chiesa gremita e dove in molti avevano in mano una rosa bianca, come quelle poggiate sulla sua bara di noce chiara, al fianco di una foto della giovane.

“Siamo qui oggi con il cuore colmo di dolore: ogni parola appare fragile, insufficiente” ha aggiunto il sindaco di Monte San Biagio, Federico Carnevale, parlando con la voce spezzata dall’emozione prima che all’uscita del feretro dalla chiesa venissero lanciati dei palloncini bianchi nel cielo: “Aurora era una ragazza con una vita davanti: sogni, passioni, aspirazione, e la sua morte, così violenta e ingiusta, lascia un vuoto profondo”.

La confessione di Valdez Velazco: “Gridava di lasciarla e stringevo il collo”

Nel verbale dell’interrogatorio la confessione di Emilio Gabriel Valdez Velazco: “Ha iniziato subito ad urlare (…)le metto una mano sulla bocca per non farla urlare, dato che la ragazza continuava le ho stretto le mani al collo”.

Nella versione del 57enne peruviano si legge che l’avrebbe minacciata più volte di stare “zitta”, altrimenti avrebbe continuato a stringerle il collo e che ci fu una “colluttazione”, perché lei tentava “di andare via”.

Per i pm un “pericoloso seriale”

Per i pm, il 57enne peruviano, detenuto da dieci giorni per un’altra aggressione ad una ragazza che si è salvata la stessa sera del 28 dicembre, è un “pericoloso seriale”. E hanno chiesto la custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato dal nesso con la violenza e per violenza sessuale, con la principale esigenza cautelare del pericolo di reiterazione del reato. Istanza che porterà, ovviamente, ad una nuova ordinanza a suo carico nei prossimi giorni.   

Nella richiesta la Procura, diretta da Marcello Viola, evidenzia la “pericolosità” e la “serialità” di Valdez, che era già stato condannato a 5 anni per una violenza del 2019 ed è indagato per un altro episodio e imputato a Monza per un altro ancora, sempre brutale, del giugno scorso, anche se già avrebbe dovuto essere espulso da tempo perché irregolare. In più, non venne arrestato nel procedimento in corso a Monza anche perché nel casellario giudiziale, forse per via dei suoi alias, non figurava la precedente sentenza. Da quanto si è saputo, tuttavia, un esame dattiloscopico avrebbe potuto risolvere quel problema del ‘buco’ nel casellario.   

 

Ai pubblici ministeri l’uomo ha parlato pure del primo episodio sulla banchina della stazione della metro di Cimiano ai danni di una connazionale anche lei di 19 anni, che è riuscita a salvarsi. “

Pochi minuti dopo, in un parco vicino alla fermata della metropolitana, dopo aver assunto “cocaina” e aver bevuto birra, ha incontrato per caso, secondo la sua versione, Aurora Livoli che gli avrebbe chiesto una sigaretta. Lui le propone di andarle a comprarle, “abbiamo camminato insieme”, riferisce durante la testimonianza che coincide con le riprese delle telecamere di sorveglianza. Poi l’ingresso nel cortile di via Paruta e gli abusi. 

Valdez ai pm: le minacce, la colluttazione e le urla

“La ragazza stava zitta in quanto l’avevo avvisata che altrimenti le avrei messo di nuovo le mani al collo (…) tutta questa situazione dura un paio di ore“, ha messo a verbale. L’avrebbe minacciata più volte e ha riferito che ci fu una “colluttazione”, perché lei tentava “di andare via”.  

“Per quale motivo l’ha uccisa?“, gli hanno chiesto i pm. E lui: “Perché la ragazza, spaventata, ha iniziato ad urlare nuovamente (…) non so cosa mi sia passato per la mente”. Ha sostenuto pure di essere tornato in quel cortile poco dopo solo perché aveva dimenticato là il cellulare. E ha provato a raccontare anche di aver saputo che l’aveva uccisa soltanto guardando la tv il giorno dopo e di aver detto “mio Dio, che cosa ho fatto?”.    

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