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Home » l’amore di Commisso per la Fiorentina, la “cosa più bella che mi sono regalato”
Sport

l’amore di Commisso per la Fiorentina, la “cosa più bella che mi sono regalato”

Di Sala Notizie17 Gennaio 20264 min di lettura
l’amore di Commisso per la Fiorentina, la “cosa più bella che mi sono regalato”
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l’amore di Commisso per la Fiorentina, la “cosa più bella che mi sono regalato”

La storia di Rocco Commisso non è solo la storia di una grande imprenditore, tra gli immigrati italiani di maggior successo nella storia degli Stati Uniti. È anche quella di un grande tifoso. Amava il calcio e la Fiorentina, la sua squadra, acquistata nel 2019.

“La cosa più bella che si è regalato”, scrive la famiglia nel comunicato in cui annuncia la morte del presidente viola che proprio alla squadra e ai tifosi aveva ribadito la volontà di non cedere il club nell’ultima intervista affidata al quotidiano La Nazione. 

Era l’11 dicembre scorso ed era negli Stati Uniti per curarsi. Rispondeva così alle voci che periodicamente circolavano al riguardo sommate alla situazione di classifica della squadra, inaspettatamente in zona retrocessione. 

”Tutte le aziende attraversano momenti difficili ma la lungimiranza di chi guida una società – diceva – sta proprio nel trarre insegnamento dai momenti bui per poter uscirne insieme più forti. Io non ho mai mollato in nessuna delle mie attività e a maggior ragione non lo farò adesso”. 

Con la sua scomparsa, la famiglia Commisso dovrà decidere se gestire ancora la Fiorentina o cederla, a suo tempo sono circolate voci di un interesse da parte di fondi americani e arabi. 

Il magnate italo/americano originario della Calabria ha acquisito il club viola il 6 giugno del 2019 dai Della Valle, riuscendo ad arrivare due volte in finale di Conference League e una volta in finale di Coppa Italia, non riuscendo però mai a riempire la bacheca e a portare un trofeo a Firenze che manca dal 2001.

“Chiamatemi Rocco”

“Io sono un tifoso, chiamatemi Rocco”: sono le prime parole che pronunciò rivolgendosi ai fiorentini quando lo accolsero allo stadio Franchi per la presentazione ufficiale. Da allora la Fiorentina, sotto la sua gestione, ha vissuto momenti di soddisfazioni ed altri di delusioni, con diversi allenatori, da Montella a Iachini, da Prandelli a Italiano fino a Palladino, Pioli e adesso Vanoli. 

Affidò l’organizzazione della società a Firenze all’amico e braccio destro Joe Barone, nel ruolo di direttore generale, la cui improvvisa scomparsa, il 19 marzo 2024, gli procurò un dolore immenso lasciandogli un vuoto incolmabile. 

Al di là dei risultati sportivi – tra i suoi obiettivi c’era quello di riportare la Fiorentina almeno in Champions League –  ha creato il Viola Park, il più grande centro sportivo in Italia e fra i maggiori d’Europa che porta il suo nome, 22 ettari a Bagno a Ripoli in cui si allenano la prima squadra, quelle femminili e le giovanili.

Un investimento da 120 milioni di euro. Commisso avrebbe voluto anche costruire un nuovo stadio, una lunga battaglia che non è riuscito a vincere. “È stato il mio più grande fallimento”, disse.

Il saluto dei tifosi viola

Inarrestabile – si legge ancora nel comunicato della squadra – ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. 

”Buon viaggio presidente”: è il messaggio del Centro di Coordinamento viola club.

Lo piange anche la squadra dei New York Cosmos di cui nel 2017 aveva comprato una quota.

L’amore per il calcio

L’incontro di Rocco Commisso con il calcio avvenne quando era una ragazzo. Frequentò la Columbia University grazie a una borsa di studio completa, ottenuta giocando. Scese in campo anche con i colori dei Columbia Lions tra il 1967 e il 1970. Fece parte di una squadra di matricole che concluse la stagione da imbattuta e fu co-capitano della squadra del 1970, che portò Columbia alla sua prima storica partecipazione ai playoff Ncaa. 

Per le sue prestazioni sul campo, Commisso è stato insignito per tre volte del riconoscimento All-Ivy League ed è stato invitato a sostenere un provino per la nazionale statunitense di calcio in vista delle Olimpiadi del 1972. 

A metà degli anni Settanta ha co-fondato Friends of Columbia Soccer e ne è stato presidente dal 1978 al 1986. In quel periodo, Columbia ha vinto otto titoli Ivy consecutivi ed è diventata l’unica università della Ivy League ad aver disputato la finale del campionato Ncaa.  

Nel 2004, in occasione del 250° anniversario della fondazione di Columbia, il quotidiano universitario Daily Spectator ha inserito Commisso tra i 250 più grandi alumni undergraduate di tutti i tempi. 

Da molti anni, Columbia assegna un premio annuale di calcio maschile che porta il suo nome. Nel 2013, l’università ha riconosciuto il suo contributo intitolandogli lo stadio di calcio del Baker Athletics Complex: il Rocco B. Commisso Soccer Stadium.

L’amore per il calcio lo porta, nel gennaio 2017, a rilevare una quota di maggioranza dei New York Cosmos mentre risale al giugno 2019 l’acquisizione della Fiorentina.

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