
Valentino Garavani, scomparso ieri a 93 anni, è stato il primo a intravedere le potenzialità del business dell’alta moda e, nonostante il rosso fosse il “suo” colore, i suoi bilanci non hanno mai virato verso quella tonalità.
L’apice dei ricavi negli anni Ottanta, nel 1998 la prima cessione di quote, ma Valentino resta direttore creativo. Nel 2002 cede al gruppo Marzotto, nel 2007 a un gruppo londinese. Infine il passo indietro: gli emiri del Qatar acquisiscono il gruppo nel 2012, un terzo viene tenuto dal gruppo francese Kering.
Oggi Valentino fattura 1,3 miliardi di euro e impiega 1600 persone. Ma non è immune dalla crisi del lusso. Il suo patrimonio personale comprende case a Roma, New York e Parigi e un castello in Francia: un totale di un miliardo e mezzo tra liquidi, diritti d’autore e immobili.