
Restano 2 i casi di virus Nipah registrati in India nello Stato del Bengala occidentale, secondo quanto riporta l‘Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in un focus sulle infezioni. La segnalazione è stata inviata all’agenzia Onu il 26 gennaio. Entrambi i pazienti sono operatori sanitari dello stesso ospedale privato di Barasat (distretto North 24 Parganas). L’infezione da virus Nipah è stata confermata dall’Istituto nazionale di virologia di Pune il 13 gennaio. Un caso è ancora sottoposto a ventilazione meccanica dal 21 gennaio, l’altro paziente ha manifestato una grave malattia neurologica, ma da allora è migliorato. Le autorità hanno identificato e testato – con il supporto di un laboratorio mobile – oltre 190 contatti, tutti risultati negativi al virus. “Ad oggi – aggiorna l’Oms – non sono stati rilevati ulteriori casi”. L’agenzia Onu per la salute valuta “il rischio rappresentato da Nipah come basso a livello nazionale, regionale e globale, e moderato a livello subnazionale”. E sulla base delle informazioni attualmente disponibili, “non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi e al commercio”.
Si tratta, ricorda l’agenzia Onu per la salute, del terzo focolaio di infezione da virus Nipah segnalato nel Bengala Occidentale (i precedenti sono stati segnalati a Siliguri nel 2001 e a Nadia nel 2007). Per arginare un’eventuale diffusione sono state messe in atto misure di sorveglianza rafforzata e di prevenzione e controllo delle infezioni, mentre sono in corso le indagini sulla fonte di contagio. L’infezione da Nipah è una zoonosi grave, ma rara trasmessa all’uomo attraverso animali infetti (come i pipistrelli) o alimenti contaminati da saliva, urina ed escrementi di animali infetti, spiega l’Oms. Può anche essere trasmessa direttamente da persona a persona attraverso il contatto ravvicinato con una persona contagiata. Anche se attualmente non esistono farmaci o vaccini autorizzati per l’infezione da virus Nipah, esiste un trattamento di supporto precoce che può migliorare la sopravvivenza.
In assenza di un vaccino autorizzato o di un trattamento terapeutico specifico per la malattia, l’Oms spiega che lo strumento principale per ridurre o prevenire l’infezione nelle persone è correlato alla sensibilizzazione sui fattori di rischio, per esempio fornendo indicazioni e rafforzando la comunicazione sulle misure che le persone possono adottare per ridurre l’esposizione al virus Nipah. “Ciò è importante – chiarisce l’Oms – anche nel contesto di assembramenti di massa, in cui ci sono persone che provengono da diversi Paesi e potrebbero non avere familiarità con la malattia e la sua modalità di trasmissione, nonché con le azioni che possono intraprendere per proteggersi”.
Quanto alla gestione dei casi, dovrebbe concentrarsi sulla “fornitura di cure di supporto tempestive – elenca l’Oms – supportate da un sistema di laboratorio efficace e da adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie. La terapia di supporto intensiva è raccomandata per il trattamento di gravi complicanze respiratorie e neurologiche”. I messaggi educativi di salute pubblica, raccomanda l’agenzia Onu, dovrebbero essere focalizzati sul ridurre il rischio di trasmissione da pipistrello a uomo, ridurre il rischio di trasmissione da uomo a uomo e controllare le infezioni in ambito sanitario.