
È morto nella notte Gilberto Salmoni, l’ultimo testimone genovese della Shoah internato nel 1944 prima nel campo di Fossoli e poi deportato nel campo di concentramento di Buchenwald.
In occasione del Giorno della Memoria la settimana scorsa aveva ricevuto dalla sindaca Silvia Salis il ‘Grifo di Genova’, la massima onorificenza conferita dal Comune.
Chi era
Salmoni nacque il 15 giugno 1928 a Genova, dove ha vissuto tutta la vita. Scrittore, superstite dell’Olocausto, già presidente ligure dell’Associazione nazionale ex deportati politici e razziali nei campi nazisti (Aned) e testimone attivo della Shoah, venne arrestato dalla milizia fascista della Repubblica di Salò alla frontiera svizzera il 17 aprile 1944 in alta montagna. Portato al campo di Fossoli, poi fu consegnato ai nazisti. Era partito da Bormio, con tutta la famiglia. Arrivato a Buchenwald gli venne cucito addosso alla giacca il triangolo rosso dei prigionieri politici, con un numero: il 44753.
Fu assegnato al blocco 43 per la quarantena e poi, dopo il bombardamento del 24 agosto 1944, assegnato al blocco 48 costretto a lavorare per l’industria bellica tedesca.
Durante la prigionia perse i genitori e la sorella, che furono uccisi nel campo di Auschwitz.
L’ultimo discorso pubblico
“Ricordiamo un passato molto oscuro – è stato il suo ultimo discorso pubblico in occasione del Giorno della Memoria -. Sono andato a scuola con gli altri miei compagni fino alla terza elementare, quando vennero approvate le leggi razziali che dicevano che non potevo più andare a scuola con loro“. “A Genova per fortuna c’era una scuola svizzera che mi è stata molto utile, lì ho imparato il francese e abbastanza il tedesco, cosa che mi è stata molto utile dopo, purtroppo – ha commentato Salmoni -. Durante la prigionia devo ricordare i compagni francesi nel campo di Buchenwald che furono molto solidali, divisero i loro pacchi alimentari con noi. Naturalmente in un campo così si faceva la fame”.
“L’abilità che potevamo avere era quella di far finta di lavorare lavorando il meno possibile – ha aggiunto – Queste cose sembrano avvenute in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo, noi non facciamo differenza tra uno che va in una chiesa, uno che va in una sinagoga o uno che se ne va a passeggio o non va da nessuna parte. Quindi siamo liberi”.
Il servizio di Valentina Gregori:
Il cordoglio della sindaca Silvia Salis
«È con grande dolore che oggi salutiamo Gilberto Salmoni. Solo pochi giorni fa abbiamo avuto modo di incontrarlo, ascoltarlo, ringraziarlo pubblicamente con un momento di riconoscimento che allora guardava al passato, alla sua storia, e da oggi guarda al futuro. Porterò per sempre con me la gioia che ho visto nei suoi occhi nel momento in cui ha ricevuto il Grifo: ho chiaramente percepito quanto fosse significativo per lui e quanto tenesse al legame con la sua città».
Così la sindaca Silvia Salis, appresa la notizia della scomparsa di Gilberto Salmoni.
Il cordoglio del presidente della Regione Marco Bucci
“Con la scomparsa di Gilberto Salmoni, Genova, così come l’Italia e l’Europa, perdono un testimone prezioso degli orrori della Shoah. Un uomo che ha scelto di trasformare una vicenda personale segnata dal dolore in un impegno pubblico, parlando ai giovani con parole semplici e mai urlate. La sua testimonianza è stata un atto di responsabilità verso la città e verso il futuro, un contributo fondamentale alla costruzione di una memoria consapevole e condivisa. Lo ricordo con particolare emozione nel 2020, quando gli consegnai la Medaglia Città di Genova: in quell’occasione emerse la forza della sua esperienza, unita a una sobrietà rara. La sua voce resta un riferimento morale per la nostra comunità. Alla famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini esprimo il cordoglio mio e di tutta la Regione Liguria”.