
Ancora non c’è chiarezza su cosa sia successo la notte tra venerdì 6 e sabato 7 febbraio a Davide Burgione, morto a Torino mentre tornava a casa a bordo di una bici a noleggio.
La causa del decesso, secondo quanto si apprende, è un trauma cranico. Ma non ancora stato possibile appurare se sia dovuto alla caduta dalla ‘due ruote’, all’angolotra via Nizza e corso Marconi, nel quartiere San Salvario, o dall’urto fugace con un’automobile sopraggiunta pochissimo tempo dopo. Il conducente non si è fermato: quando è stato rintracciato dalla polizia municipale, che sta svolgendo gli accertamenti, ha detto di non essersi accorto di nulla. Saranno indispensabili altri accertamenti per verificare se esiste un nesso fra l’urto con la vettura e la morte di Davide. Le prime analisi dei filmati non permettono di trarre conclusioni certe: le immagini non sono molto chiare.
Sono chiare, invece, nel registrare quanto avviene in seguito. Dall’abitacolo di un’auto che transita nei paraggi escono due ragazzi. Si guardano attorno, poi vanno verso Davide che è terra. E accade l’indicibile. Gli mettono le mani nelle tasche, frugano e poi si allontanano con il loro bottino. Sono stati alcuni passanti, tempo dopo, a dare l’allarme. Dopo i primi tentativi di rianimazione sul posto da parte di un’equipe medica è scattata la corsa in ambulanza verso l’ospedale Cto, dove è stato dichiarato il decesso.
Quella notte Davide era senza casco. Dopo la serata in discoteca aveva deciso di prendere a noleggio una bici a pedalata assistita per rientrare a casa.