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Home » era il simbolo del Salento
Cronaca

era il simbolo del Salento

Di Sala Notizie16 Febbraio 20263 min di lettura
era il simbolo del Salento
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era il simbolo del Salento

Era uno degli scenari naturali più suggestivi e iconici, un arco che incorniciava il mare blu del Salento e le coppiette che si facevano selfie che rimanevano ricordi preziosi d’amore, ma ora l’ondata di maltempo che ha investito nelle ultime ore il sud della Puglia, l’ha cancellato per sempre. Non c’è più l’imponente arco naturale dei faraglioni di Sant’Andrea, a Melendugno conosciuto anche come arco dell’amore, che due notti fa – alla fine del giorno, si proprio quello, di San Valentino, si è sgretolato in mare.

L’arco dell’amore Melendugno, prima e dopo il maltempo (Contrasto/Ansa)

L’arco naturale ora è un cumulo di rocce affioranti
Quello che fino a ieri era uno dei luoghi iconici della costa adriatica, immancabile sosta con foto per turisti e innamorati, non esiste più. La forza delle onde, e probabilmente le infiltrazioni di acqua che negli ultimi anni stanno progressivamente erodendo parti del fronte costiero roccioso che si affaccia sul basso Adriatico, hanno cancellato l’arco naturale trasformandolo in un cumulo di rocce affioranti.

Maltempo, si sbriciola in mare l'arco dell'amore Melendugno

Maltempo, si sbriciola in mare l’arco dell’amore Melendugno (Ansa)

Un colpo al cuore, ed il danno
“E’ un colpo al cuore durissimo – commenta il sindaco Maurizio Cisternino – Sparisce uno dei tratti turistici più famosi della nostra costa e dell’Italia intera, che era stato anche protagonista di famosi spot tv”. Ma non è stato l’unico danno provocato dal maltempo che si è abbattuto su varie parti d’Italia. In Umbria, dove la pioggia ha provocato frane e smottamenti, ieri sera una porzione delle mura del castello di Fabro è crollata. Il crollo non ha coinvolto persone anche se alcune abitazioni sono rimaste prive di energia elettrica.
 

La costa salentina da anni è interessata da fenomeni di erosione: sul fronte adriatico, più alto e roccioso, si sono verificati diversi crolli di costoni di roccia delle falesie, mentre su quello ionico, più basso e sabbioso, le mareggiate spesso cancellano tratti di spiaggia con il mare che giunge a lambire le case.

“Abbiamo disposto dei sopralluoghi insieme all’amministrazione comunale – ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro – Ci sono delle risorse per il dissesto: sono già arrivate ad alcune comunità. L’impegno è quello di trovarne altre nei prossimi mesi da mettere a disposizione dei comuni per cercare di tutelare la costa, ma anche altre zone della nostra regione che sono soggette a fenomeni di frane”.

Ordine geologi: “53% delle coste pugliesi a rischio erosione”
“Il crollo dell’arco di Sant’Andrea a Melendugno solleva preoccupazioni sia per la sicurezza che per la conservazione dell’ambiente”. Lo dichiara in una nota, Giovanni Caputo, presidente dell’ordine dei geologi della Puglia in riferimento al crollo avvenuto in Salento. 

“Il 53% delle coste pugliesi è a rischio erosione – aggiunge – e sul territorio sono state censite 839 frane con 63mila persone che risiedono in territori colpiti da frane”. Caputo, che domani sarà a Melendugno, elenca anche “le misure che possono essere intraprese per affrontare e comprendere meglio la situazione” tra cui “il monitoraggio, per valutare i rischi di ulteriori crolli, e l’analisi del terreno, delle sue caratteristiche fisiche e dell’erosione costiera”.
“È fondamentale non soltanto la stabilizzazione della costa – continua – ma anche promuovere campagne di educazione per sensibilizzare la popolazione e i visitatori sulla fragilità dell’ecosistema costiero e sulla necessità di proteggere aree come quella dell’arco di Sant’Andrea”. Importante è un approccio multidisciplinare capace di coinvolgere “geologi, ingegneri e biologi marini per sviluppare un piano integrato di gestione del rischio e di conservazione”, conclude. 
 

Ma intanto, nel frattempo, il simbolo dell’amore – ed uno di tutta la Puglia – non c’è più.

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