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Home » Bimbo trapiantato, si decide una nuova terapia ma a Domenico non sarà staccato l’Ecmo
Cronaca

Bimbo trapiantato, si decide una nuova terapia ma a Domenico non sarà staccato l’Ecmo

Di Sala Notizie20 Febbraio 20265 min di lettura
Bimbo trapiantato, si decide una nuova terapia ma a Domenico non sarà staccato l’Ecmo
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Bimbo trapiantato, si decide una nuova terapia ma a Domenico non sarà staccato l’Ecmo

Inizierà oggi a mezzogiorno la riunione all’ospedale Monaldi di Napoli sulla nuova terapia per Domenico, il bimbo ricoverato in gravi condizioni dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Il confronto sarà tra il pool dei medici dell’ospedale, il medico di fiducia della famiglia, la mamma e il suo avvocato. Nella riunione verrà spiegato come funziona il nuovo percorso, chiesto ieri dalla famiglia del bimbo, che prevede l’alleviamento delle sofferenze che non è l’eutanasia ma ferma l’accanimento terapeutico.  Al bambino, si apprende da fonti dell’ospedale, che non può più essere operato con un nuovo cuore, “non sarà staccato l’Ecmo, perché un secondo dopo – si sottolinea – si rischia la morte. Verranno invece eliminate altre terapie non necessarie”. 

Il legale evidenzia un altro aspetto della vicenda: “Dalla  documentazione del Monaldi emerge, e non c’è errore perché è molto  analitica sulla cronologia dei documenti a noi inviati, che il primo  rapporto interdisciplinare sul caso del bimbo è datato 6 febbraio. Credo non ci sia bisogno di altri commenti”.

La richiesta

Francesco Petruzzi, legale della famiglia aveva reso noto di aver “presentato, insieme alla famiglia, l’istanza per la Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC)” e che l’ospedale aveva accettato. L’avvocato aveva precisato la natura della decisione: “Non si tratta di eutanasia, ma di una procedura necessaria a evitare l’accanimento terapeutico, poiché purtroppo non vi sono più speranze di guarigione”.

La Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC) è uno strumento previsto dall’articolo 5 della Legge 219/2017, riguardante le norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento. Tale norma permette a un paziente, in costante dialogo con l’équipe medica, di definire i trattamenti sanitari da ricevere o rifiutare qualora, in futuro, sopraggiungesse uno stato di incapacità di autodeterminarsi. Nel caso di minori o persone incapaci, il percorso viene concordato tra i medici e i rappresentanti legali, mettendo sempre al centro la dignità e il miglior interesse del paziente.

L’Ordine dei medici: “Silenzio e rispetto per il dolore della famiglia”

“L’invito a tutti, anche ai media, in questa fase in cui la conclusione non è quella che tutti speravano, è di far scendere il silenzio e lasciare, giustamente, in pace la famiglia che è raccolta nell’intimità del dolore, su cui esprimiamo il massimo del rispetto”. Così il presidente della Fnomceo – Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, a margine dell’evento a Roma dedicato alla VI Giornata del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, sul caso del bimbo ricoverato.

La mamma: “Ringrazio per l’affetto, donate all’Aido”

“Ringrazio tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto e vicinanza, ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno offerto aiuti ma vorrei dire che non accetto soldi, vorrei invece che fossero donati all’associazione per i trapianti Aido”, ha detto Patrizia Mercolino la madre del piccolo Domenico.
 

L’inchiesta 

All’indomani della pronuncia dell’Heart Team dell’Azienda ospedaliera dei Colli sulla non trapiantabilità del bimbo, a Napoli sono attese le prime risultanze del fascicolo parallelo aperto dalla Procura di Bolzano dopo la denuncia di un’associazione privata altoatesina. La Procura ha aperto un procedimento nei confronti di ignoti per il reato di responsabilità colposa per lesioni personali in ambito sanitario.

Al momento a Napoli risultano indagati per lesioni colpose gravissime 6 persone tra medici e paramedici, membri dell’équipe sanitaria che si è occupata dell’espianto del cuore dal paziente pediatrico deceduto a Bolzano, del trasporto dell’organo e infine dell’operazione di trapianto eseguita al Monaldi, nonostante al suo arrivo il cuore fosse ormai irrimediabilmente danneggiato.
Come e quando sia avvenuto il danneggiamento, e chi ne sia stato il materiale responsabile, sono gli aspetti al centro dell’indagine. 

La ricostruzione di quanto accaduto il 23 dicembre nel frattempo si è arricchita con le dichiarazioni del cardiologo Giuseppe Limongelli, ex direttore del follow up del Monaldi dimesso sei giorni dopo il trapianto fallito e ascoltato quattro giorni fa dai pm di Napoli, e dagli audit interni dell’azienda ospedaliera. Da questi ultimi in particolare emergerebbe che i medici provenienti dal Monaldi e giunti all’ospedale di Bolzano, dopo aver riposto il cuore nel box per il trasporto, avrebbero chiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio mancante nel secchiello; il riempimento sarebbe però avvenuto con l’utilizzo di ghiaccio secco e non ghiaccio di acqua, errore risultato poi fatale per la conservazione dell’organo.

Consegnata alla madre la documentazione medica

L’ospedale Monaldi di Napoli ha rilasciato la documentazione medica legata al ricovero, alle terapie e all’operazione di trapianto subite dal bambino ora collegato da 57 giorni a una macchina cuore-polmone.
La documentazione chiesta dal legale della famiglia è stata consegnata alla madre e ora sarà valutata con il medico legale consulente della famiglia. Lo spiega, Francesco Petruzzi, avvocato della signora Patrizia, madre del piccolo, che anche questa mattina è stata accanto al bambino. L’avvocato deve ancora verificare che il materiale consegnato corrisponda alle richieste avanzate.

 

Vaia: “La vicenda del bambino Napoli interpella tutto il Paese”

La vicenda di Domenico, il bimbo di Napoli che non può essere sottoposto ad ulteriore trapianto di cuore “interpella tutto il Paese. Interpella le politiche in favore della donazione d’organo. Esige la centralità quotidiana nell’attenzione verso la salute e non segua la cronaca, pur drammatica, che di volta in volta ci riporta alla dura realtà”.
Così, in un post su Instagram, Francesco Vaia, componente dell’Autorità Garante  nazionale dei diritti delle persone con disabilità e già direttore della Prevenzione del ministero della Salute. “Quello che sta succedendo in questi giorni, intorno alla tristissima vicenda di Domenico”,  prosegue, “non interessa solo il bambino, la mamma , gli operatori, le supposte sciatterie. Di questo si occuperà chi ne ha responsabilità”.

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