La “tutela” della “dignità” dei lavoratori in “condizione di debolezza contrattuale” non “può essere lasciata alla sola libera contrattazione di mercato”. Lo scrive il pubblico ministero di Milano, Paolo Storari, agli atti dell’inchiesta per caporalato su 20mila rider che vede indagata Deliveroo, riprendendo integralmente un passaggio messo nero su bianco il 19 febbraio dal gip Roberto Crepaldi nel provvedimento con cui ha disposto l’amministrazione giudiziaria per Glovo-Foodinho, altro colosso del food delivery indagato. Per i magistrati, che citano giurisprudenza a supporto delle loro tesi, che si tratti di un “lavoratore subordinato” e dipendente o di un “lavoratore autonomo” a partita Iva con “caratteristiche di parasubordinazione”, come i rider delle consegne cibo, entrambe le categorie hanno diritto a una “retribuzione conforme” alla Costituzione. Deve essere quindi proporzionata alla “quantità e la qualità” del lavoro svolto e comunque sufficiente a garantire “una esistenza libera e dignitosa”.
La procura di Milano indaga Deliveroo per caporalato, fino a 20mila rider sfruttati
Di Sala Notizie1 min di lettura
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