È di un morto e due feriti il bilancio aggiornato della sparatoria avvenuta ieri mattina presso l’edificio Constant Hall della Old Dominion University. L’FBI ha confermato ufficialmente di aver aperto un’indagine per atto di terrorismo, identificando l’attentatore in Mohamed Bailor Jalloh, 36 anni, ex membro della Guardia Nazionale della Virginia con precedenti penali per legami con lo Stato Islamico.
La dinamica dell’attacco
Secondo le ricostruzioni fornite dalle autorità e dai testimoni, Jalloh è entrato in un’aula intorno alle 10.49 locali, chiedendo esplicitamente se si trattasse di una lezione del ROTC (Reserve Officers’ Training Corps, il programma di addestramento per futuri ufficiali). Una volta ottenuta conferma, l’uomo avrebbe urlato “Allah Akbar” aprendo il fuoco.
Virginia, sparatoria all’ Old Dominion University di Norfolk (LaPresse)
La vittima è un docente universitario, ex ufficiale militare in pensione, colpito a morte dall’attentatore. I due feriti sono invece studenti del programma ROTC, attualmente ricoverati in ospedale: uno versa in condizioni critiche, mentre il secondo è stato dimesso dopo le cure.
L’intervento eroico degli studenti
La tragedia non ha assunto proporzioni peggiori grazie all’intervento tempestivo di un gruppo di studenti del ROTC presenti in aula. Come confermato dal direttore dell’FBI, Kash Patel, i giovani sono riusciti a fermare e “neutralizzare” Jalloh prima dell’arrivo della polizia. Le autorità hanno precisato che l’attentatore è morto durante la colluttazione e che non è stato colpito da armi da fuoco degli agenti. “Le loro azioni hanno indubbiamente salvato numerose vite”, ha dichiarato Patel in un post su X.
Il profilo dell’attentatore
Mohamed Bailor Jalloh non era un volto nuovo per la giustizia federale. Nel 2017 era stato condannato a 11 anni di carcere per aver tentato di fornire supporto materiale all’ISIS. Secondo i documenti del Dipartimento di Giustizia, l’uomo era stato rilasciato nel 2024 sotto sorveglianza. Durante le indagini del 2016, aveva espresso il desiderio di compiere un attacco simile a quello di Fort Hood, ritenendo che colpire militari americani fosse “la cosa giusta da fare”.
