A 32 anni dall’omicidio di Miran Hrovatin e Ilaria Alpi, a Trieste è stata promossa dall’ Ordine dei giornalisti Fvg, Assostampa, Articolo 21 Fvg e Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, una cerimonia per ricordare “chi ha perso la vita per documentare cosa accade nel mondo” e rinnovare “l’appello a non archiviare”.
Trieste: ricordati Miran Hrovatin e Ilaria Alpi (Ansa)
Fiori sono stati deposti sulla lapide che ricorda l’operatore video nel giardino lui intitolato sul lungomare di Barcola.
“Anche quest’anno abbiamo voluto in modo semplice ricordare questo anniversario – ha detto la portavoce di Articolo 21 in Fvg, Fabiana Martini – ed essere qui, in questo luogo così bello, dedicato a Miran, definito un ‘poeta delle immagini’, per onorare la memoria di questi colleghi che, per raccontare, hanno perso la vita, e anche per ricordare tutti i colleghi e le colleghe che l’hanno persa per documentare nel mondo ciò che succede e anche, recentemente, dove l’informazione non può entrare. Rinnoviamo inoltre l’appello a non archiviare, perché è giusto fare giustizia per questi due colleghi e anche per gli altri che non hanno ancora avuto una verità giudiziaria“.
Cristiano Degano, consigliere nazionale dell’Odg, ha ricordato che “sull’assassinio di Miran Hrovatin e Ilaria Alpi non sappiamo ancora chi sono stati mandanti e gli esecutori e forse non lo sapremo mai, ma come giornalisti non intendiamo archiviare il ricordo di questi due colleghi, vittime di un impegno professionale e anche civile“.
Presenti alla commemorazione familiari, amici e colleghi di Hrovatin.
Una nota l’Usigrai sottolinea che la ricorrenza è stata “l’occasione per il segretario Usigrai, Daniele Macheda, di incontrare a Trieste la signora Patrizia Scremin, moglie di Miran. Un incontro pieno di umanità e di ricordi, in cui Patrizia ha raccontato chi fosse ‘il suo’ Miran: innanzitutto un artista, un fotografo e operatore di grande sensibilità che, attraverso le immagini, è riuscito a raccontare le persone nei loro momenti più veri. E anche in quelli più tragici: dal lungo conflitto nella ex Jugoslavia alla guerra civile in Somalia”.
La nota si conclude sottolineando che “a Roma, la città di Ilaria Alpi, il Cdr del Tg3 e l’Esecutivo Usigrai hanno ricordato la collega con un mazzo di rose bianche deposte sulla sua tomba, al cimitero di Prima Porta”.