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Home » Sigonella, Palazzo Chigi: “Sulle basi rispettiamo la volontà di Governo e Parlamento”
Politica

Sigonella, Palazzo Chigi: “Sulle basi rispettiamo la volontà di Governo e Parlamento”

Di Sala Notizie31 Marzo 20266 min di lettura
Sigonella, Palazzo Chigi: “Sulle basi rispettiamo la volontà di Governo e Parlamento”
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È il “caso politico” del giorno, anche se dalle parti del Governo si è cercato, più volte e ai più alti livelli, di disinnescare la miccia: il diniego agli Stati Uniti da parte di Roma della base aerea di Sigonella ha subito riportato al centro del dibattito tra i partiti la postura di Palazzo Chigi nei confronti degli alleati, in primis gli Stati Uniti, e soprattutto di come ci si ponga nei confronti del presidente Donald Trump e della guerra in Iran combattuta con Israele.

Base aerea di Sigonella (Ansa)

Un bombardiere chiede di atterrare quando era già in volo, Crosetto dice no

I fatti: il Corriere della Sera scrive stamattina che giorni fa (ma la notizia è appunto emersa soltanto oggi) l’Italia, tramite il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha negato agli Stati Uniti l’uso della base militare vicino a Catania, cogestita dall’Aeronautica italiana e dalla Marina statunitense. L’episodio è stato confermato da fonti informate. Il no da via XX Settembre è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per poi ripartire verso il Medio Oriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si trattava di voli normali o logistici, quindi non compresi nel trattato con il nostro Paese.

La richiesta, in particolare – è emerso più tardi da fonti informate -, riguardava l’atterraggio di bombardieri. Non essendo previsto dagli accordi con Washington, il ministro della Difesa ha negato l’ok. Come era stato già preannunciato, per quel tipo di autorizzazione è necessario un passaggio parlamentare, con tempistiche diverse e, per forza di cose, più lunghe.

Al via a Palazzo Chigi la riunione sulla sicurezza con Meloni

Al via a Palazzo Chigi la riunione sulla sicurezza con Meloni (ANSA)

Palazzo Chigi: “Sulle basi rispettiamo la volontà di Governo e Parlamento”

All’ora di pranzo, poi, dopo una mattinata di commenti e richieste di chiarimenti, arriva la nota da Palazzo Chigi, dove si è ribadito che “l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere”. Il comunicato prosegue rimarcando che “la linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato”.

Da piazza Colonna, tuttavia, si tiene a precisare che “non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione. Il Governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”.

Base aerea di Sigonella, Il campo di volo con sullo sfondo l'Etna

Base aerea di Sigonella, Il campo di volo con sullo sfondo l’Etna (Wikipedia/Damon J. Moritz)

Crosetto: “Le basi restano attive, nulla è cambiato. Ho solo fatto rispettare gli accordi”

Questione chiusa? Poco dopo torna sulla vicenda lo stesso ministro Crosetto, che affida a X il suo pensiero: “Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”.

Il titolare della Difesa aggiunge che “il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani, in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento e alla linea ribadita anche in Consiglio supremo di Difesa, in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni. Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del Governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento), in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur”.

Forza Italia: “Il trattato con gli Usa non prevede l’atterraggio e la ripartenza dei bombardieri”

Dall’area di governo, non sono mancati ovviamente apprezzamenti e gesti di sostegno alla decisione di Crosetto: “Il nostro è un governo serio: dice in Parlamento cose chiare e le traduce in azioni concrete ogni giorno, assumendosi anche la responsabilità di dire dei no, quando necessario, agli Stati Uniti. Ed è un bene, per il nostro Paese, poter contare su un governo di questo tipo”. A dirlo Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia. “Quando si compiono scelte di questa portata – ha proseguito l’esponente azzurro – ci si assume una responsabilità, ma si dimostra anche la capacità di mantenere una linea coerente. Lo abbiamo fatto, ad esempio, sul Board of Peace; lo abbiamo fatto con Israele, quando abbiamo ritenuto sbagliato il fermo del cardinale Pizzaballa; e lo abbiamo ribadito anche sulla questione della pena di morte, coerentemente con i nostri principi. Esiste un trattato con gli Stati Uniti sull’utilizzo delle basi, che stabilisce regole precise: tra queste, non è prevista la possibilità di far atterrare o far ripartire bombardieri. Da questo punto di vista, riteniamo che il trattato sia stato rispettato” ha concluso Nevi.

Anche Maurizio Lupi (Noi Moderati) condivide “la decisione del governo che, nel pieno rispetto dei trattati internazionali, ha negato l’uso della base di Sigonella a bombardieri statunitensi in missione operativa. L’Italia non è in guerra con l’Iran e non vuole entrarci ed è giusto che ogni decisione in deroga ai trattati vigenti debba essere approvata dal Parlamento”.

La Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein

La Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein (Ansa)

Le opposizioni critiche, al M5S i chiarimenti non bastano. Schlein: “Il governo venga in Parlamento”

“Noi di M5s siamo stati i primi a denunciare il coinvolgimento di Sigonella nelle operazioni belliche americane. Poi c’è stata una smentita ufficiale dell’Aeronautica militare, di cui noi abbiamo preso atto ma che non capiamo come si possa conciliare con le evidenze che abbiamo riportato. Su questo chiediamo quindi ulteriori chiarimenti alla Difesa e soprattutto chiediamo a Crosetto di spiegare esattamente cos’è accaduto venerdì notte, se veramente non c’è stata nessuna richiesta di autorizzazione da parte Usa e di quali velivoli si trattava” scrivono i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti.

Elly Schlein chiede un intervento diretto dell’esecutivo in Parlamento: “La decisione del governo su Sigonella conferma le preoccupazioni che, proprio sulla base siciliana, abbiamo avanzato in tutte queste settimane: gli USA vogliono utilizzare il nostro territorio come piattaforma per la guerra in Medio Oriente. Negare l’autorizzazione da parte dell’Italia non può essere una decisione sporadica, deve diventare una linea politica espressa con chiarezza, anche in vista di future improprie richieste dal comando USA. Il governo venga pertanto in Parlamento a raccogliere la volontà maggioritaria del popolo italiano, contrario all’utilizzo del nostro territorio per una guerra illegale che danneggia anche i nostri interessi strategici ed economici. Il Governo deve chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi, non basta chiederlo al regime iraniano, bisogna ottenere un immediato cessate il fuoco e porre fine a questa guerra illegale” scrive in una nota la segretaria del Pd.

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