Il Governo l’ha chiesto chiaramente alle compagnie petrolifere: i prezzi della benzina al distributore devono essere adeguati immediatamente a quello del greggio, calati dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
Così il ministro Urso, che al dicastero di imprese e made in Italy ha incontrato le principali aziende del settore. Se non si muoveranno per evitare speculazioni – ha detto – il Governo è pronto ad adottare provvedimenti.
Dopo i picchi di 112 dollari al barile raggiunti nei giorni scorsi il Brent è sceso intorno ai 90 per poi salire lievemente. Insomma, un’altalena. Ma siamo ancora lontani dai 60 dollari di media prima della guerra in Iran. E secondo alcuni analisti è difficile che quei tempi ritornino.
Discorso simile per il gas.
I prezzi restano alti: rispetto al periodo pre-crisi del 2022 il gas costa il 70% di più e la luce è aumentata del 100%, lo dice un’analisi dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e l’energia. Che osserva: sulle rinnovabili l’Italia resta indietro rispetto agli obiettivi.
E così è necessario fare scorte di gas. stagione L’obiettivo dell’Unione europea è riempirle le scorte all’80% entro il 31 ottobre. Attualmente in media l’Europa è al 30%, l’Italia già al 43.
Il commissario Ue Jorgensen chiede di mettere a punto piani d’emergenza.
Ci lavora anche l’Italia, ricorda il ministro di ambiente e sicurezza energetica, Pichetto Fratin. Che però aggiunge: spero non debba mai essere utilizzato.
