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Home » Accertare se sia serial killer
Cronaca

Accertare se sia serial killer

Di Sala Notizie13 Aprile 20265 min di lettura
Accertare se sia serial killer
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Sono cinque le aggravanti che la Procura di Forlì contesta a Luca Spada, l’autista di ambulanze in carcere da sabato con l’accusa di aver ucciso l’85enne Deanna Mambelli, alla quale l’indagato avrebbe iniettato aria con catetere venoso, il 25 novembre 2025. 

I pm imputano a Spada gli omicidi di sei anziani e di aver agito approfittando della minorata difesa delle vittime, con violazione dei doveri di incaricato di pubblico servizio, in danno di ricoverati e di aver utilizzato un mezzo insidioso. Per l’omicidio della 85enne, oggetto della misura, i pm indicano anche la premeditazione, ipotesi che la gip Ilaria Rosati però non ravvisa.

“C’è un solo indagato, non ci sono altre persone”, lo conferma il procuratore di Forlì Enrico Cieri nella conferenza stampa di questa mattina. Il movente “non lo sappiamo, costituirà oggetto di successivi accertamenti”. L’indagato “aveva rapporti con imprese di onoranze funebri, ne fa menzione anche lui”. 

E dopo l’arresto è stata sequestrata una divisa, in un’agenzia funebre, che però non ha trattato nessuno dei morti contestati. “Un amico e collega lo indica come socio, a noi non risulta”. Le frasi intercettate “fanno parte del contesto”.

“Ci ripromettiamo di verificare se i dati sanitari delle altre vittime offrano delle possibilità di interpretare le cause della morte in modo analogo a quello della signora Mambelli. Questa modalità della morte è di difficile accertamento perché l’accertamento si fonda sull’immediatezza dell’atto autoptico. Parliamo della insufflazione di aria che ovviamente sparisce nel tempo”. Il difficile accertamento delle morti è il motivo per il quale anche l’estumulazione di altri cadaveri “sarebbe inutile. Tutte queste persone erano dotate di un accesso venoso e in due occasioni precedenti e poi in occasione degli accertamenti immediati successivi alla morte della signora Mambelli”. Il Procuratore riferisce anche che si sta lavorando a un profilo psicologico dell’indagato “per capire se ci si trovi di fronte a un serial killer”.

A questo si aggiungono le riflessioni del comandante provinciale di Forlì-Cesena, colonnello Gianluigi Di Pilato: “L’indagine non è terminata, statisticamente siamo di fronte ad un unicum, stiamo cercando di capire se altri casi sono sovrapponibili, per la presenza dell’uomo” nei mezzi di soccorso.

Il giallo delle telecamere non funzionanti

Il 25 novembre 2025, giorno della morte dell’85enne Deanna Mambelli, sull’ambulanza su cui viaggiava Luca Spada erano presenti delle telecamere, ma i dispositivi di registrazione erano stati installati dopo che, come spiegato dal procuratore di Forlì Cieri in conferenza stampa, “fonti confidenziali dei carabinieri avevano segnalato un’anomala mortalità nei trasporti secondari affidati a questo soggetto”.

Nel caso di Mambelli, tuttavia, la telecamera non ha registrato nulla. “Purtroppo il dispositivo non ha funzionato — ha aggiunto il procuratore — e i carabinieri, pur avendo pedinato l’ambulanza, non sono riusciti a comprendere cosa fosse accaduto all’interno del mezzo”. Il Procuratore ha spiegato di non avere motivi di attribuire il guasto a Spada. 

“È vecchia e obesa, giusto che muoia”, le frasi shock intercettate

“È vecchia, obesa e con tante patologie. Giustamente deve morire”. E ancora “Lì bisogna che faccio da sponsor in quelle serate (…) per dei viaggi sereni”. Sono solo alcune delle frasi, riportate da Corriere della Sera e Repubblica, delle intercettazioni di Luca Spada, l’ex operatore di Croce rossa e autista di ambulanze finito in carcere sabato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Forlì sui decessi sospetti di diversi anziani durante o poco dopo un trasporto in ambulanza. Sempre quando lui era sul mezzo di trasporto. 

Nell’ordinanza con cui la Procura di Forlì ne ha chiesto l’arresto, ci sono scambi di battute con la compagna o con altri operatori della Croce Rossa intercalate da continui sghignazzi e risate. Spesso la discussione si chiudeva allo stesso modo: “…questa è troppo anziana, può morire”. Quando un collega lo informa che hanno appena fatto un intervento e salvato un paziente lui replica: “Dio bono ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire”. “Sì, ma non era dei tuoi questo – replica il collega – no lascia stare non ci facevi neanche un euro”.  

“A Meldola – sentenzia Spada – devono morire anche quelli di Forlì”. Dello stesso tenore le conversazioni con la compagna: “Oggi ho fatto due morti”, esordisce Spada. E lei: “Hai fatto due morti?” “No io G… ho detto”. “Bene – ribatte la compagna – gli hai lasciato il biglietto da visita?”. E lui: “No, li ha fatti lui, non li ho mica fatti io”. Un riferimento che fa pensare a rapporti con varie agenzie di pompe funebri. Emergerebbero contatti di Spada con i titolari di un’agenzia di Meldola. “Sono a lavorare ho appena fatto un morto”. E il titolare: “Hai dato il biglietto?!!”.   

Tra gli elementi che hanno portato all’arresto di Spada anche la testimonianza di una collega che parla dei presidi sanitari dei quali faceva uso in ambulanza. La testimone si sarebbe detta “esterrefatta poiché non è assolutamente usuale che un soccorritore abbia al seguito un bisturi e una siringa, ipotizzando che l’indagato, durante il trasporto dei pazienti e nel momento in cui rimaneva da solo si fosse servito della siringa per insufflare aria attraverso l’accesso venoso”.

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