Si facevano chiamare “Squadra Fiore”. Una struttura clandestina e illegale dedita allo spionaggio che usava personaggi dei servizi in pensione o delle precedenti gestioni. E aziende che favorivano la gestione degli ascolti. L’inchiesta della procura di Roma con i pm Francesco Lo Voi e il procuratore aggiunto Stefano Pesci che coordinano i carabinieri del Ros, ha aperto un vaso di Pandora in cui sarebbe finito anche l’ex numero due dell’AISI, i servizi segreti interni, Giuseppe Del Deo. Andato in pensione un anno fa a poco più di cinquant’anni, ora è un alto dirigente di CERVED.
Tra gli indagati per truffa anche Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind e Samuele Calamucci, l’hacker che lavorava per Equalize, un’altra centrale abusiva di spionaggio smascherata a Milano con la quale potrebbero esserci collegamenti anche se secondo fonti investigative dalla procura di Roma specificano che sarebbero due filoni diversi. La banda di spioni nel capoluogo lombardo spiava personaggi più in vista: in questo caso, le vittime sarebbero nomi meno noti e a operare sarebbero ex appartenenti all’Intelligence e non una vera e propria società di investigazioni private come Equalize.
che cos’era la “Squadra Fiore”, la struttura clandestina che spiava e intascava soldi
Di Sala Notizie1 min di lettura
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