Dopo la separazione avvenuta alcuni mesi fa dai genitori per ordine giudiziario, una delle figlie della coppia “famiglia del bosco”, è ricoverata da domenica scorsa in ospedale a causa di una crisi respiratoria. A darne notizia tramite i canali social è Marina Terragni, Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, precisando che alla piccola è stata diagnosticata una “patologia ostruttiva”.
Nonostante il ricovero, la madre non può assistere la bambina h24: accanto al letto della piccola si alternano infatti le educatrici della casa famiglia di Vasto dove i minori sono collocati. Ai genitori è concesso il diritto di visita, in linea con il recente provvedimento della Corte d’Appello per i Minorenni dell’Aquila. La scorsa settimana, i giudici hanno confermato la separazione del nucleo familiare basandosi su una perizia psichiatrica di quasi duecento pagine che evidenzia gravi profili di “incapacità genitoriale”, nonostante l’energia e l’attivismo mostrati dalla coppia nel cercare di regolarizzare la propria posizione.
Il nodo giudiziario e le reazioni politiche
Il destino dei bambini resta appeso alle decisioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Spetterà a questo organo valutare se i passi compiuti dai genitori — tra cui il trasferimento in un’abitazione idonea a Palmoli, abbandonando lo stile di vita precario nel bosco — siano sufficienti per ipotizzare un ricongiungimento.
Sulla questione è intervenuta duramente la Lega, che ha annunciato l’attivazione di un pool di legali. In una nota ufficiale, il partito esprime “grande preoccupazione per lo stato di salute fisico e psicologico dei tre bimbi”, parlando apertamente di un “inspiegabile accanimento” e non escludendo azioni legali contro i responsabili della gestione del caso. La situazione rimane tesa, con il benessere dei minori al centro di uno scontro che unisce perizie scientifiche, decisioni legali e aspre polemiche politiche.
Abruzzo (Tg1/Cafaro)
Piovono polemiche anche sulla garante regionale per i diritti dell’Infanzia in Abruzzo. In una nota, il Comitato #difesaminori ha chiesto ” al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, le dimissioni della garante per l’adolescenza e l’infanzia, perché invece di preoccuparsi di tutelare i figli di Nathan e Catherine si preoccupa del clamore dato alla questione della famiglia Trevallion. Avevamo una garante in Abruzzo che si è battuta contro il sistema Bibbiano oggi ci resta solo una protesi di quello che dovrebbe essere un istituto di tutela”, è scritto nella nota.
