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Home » in Germania tornano le polemiche sul salvataggio
Ambiente

in Germania tornano le polemiche sul salvataggio

Di Sala Notizie18 Maggio 20264 min di lettura
in Germania tornano le polemiche sul salvataggio
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La megattera trovata morta nei giorni scorsi nelle acque danesi era davvero il cetaceo rimasto per settimane intrappolato nel Baltico tedesco. La conferma è arrivata dall’Agenzia danese per la protezione dell’ambiente dopo il recupero del dispositivo di tracciamento applicato sul dorso dell’animale durante i tentativi di salvataggio organizzati in Germania.

La vicenda della balena, che alcuni media tedeschi avevano battezzato Timmy, dal nome della località di Timmendorf sull’isola di Poel dove si era arenata più volte, e altri Hope, ha monopolizzato per settimane televisioni, siti d’informazione e social network tedeschi, creando grande emozione e trasformando il caso in una storia seguita in tempo reale attraverso dirette streaming e video.

Il cetaceo era stato avvistato per la prima volta il 3 marzo nella baia di Wismar, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, con parti della bocca impigliate in una rete da pesca. Dopo essere stato liberato aveva continuato a muoversi nelle acque basse del Baltico, riapparendo nella baia di Lubecca prima di arenarsi nuovamente vicino a Timmendorfer Strand. Nelle settimane successive la megattera si era incagliata almeno cinque volte tra secche e banchi di sabbia della costa tedesca.

Nella prima fase, biologi marini, veterinari e autorità ambientali hanno tentato di assistere l’animale monitorandone gli spostamenti. Col passare delle settimane, però, diversi esperti, tra cui Burkard Baschek, direttore scientifico del Museo del Mare tedesco di Stralsund, hanno detto che la megattera era ormai gravemente debilitata: il lungo periodo trascorso in un habitat inadatto, la scarsità di cibo, lo stress continuo e le ferite provocate dalle reti riducevano drasticamente le possibilità di sopravvivenza.

Tra i protagonisti di questa storia c’è il ministro dell’Ambiente del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Till Backhaus, inizialmente allineato alla posizione prudente degli specialisti favorevoli a interrompere gli interventi per non aumentare la sofferenza dell’animale. Con il crescere dell’attenzione pubblica, però, la vicenda ha assunto una dimensione sempre più politica e mediatica e ha preso forma una campagna per tentare comunque un salvataggio.

È questo il momento in cui sono entrati in scena gli imprenditori Karin Walter-Mommert e Walter Gunz, che hanno deciso di finanziare un’operazione privata dal costo stimato di circa 1,5 milioni di euro. Il piano prevedeva di attirare la megattera all’interno di una chiatta semisommergibile e rimorchiarla lentamente verso il Mare del Nord.

Attorno all’iniziativa si sono raccolti volontari, attivisti e sostenitori del salvataggio “a ogni costo”, tra cui figure senza competenze specifiche riconosciute. Parte della stampa tedesca, tra cui Die Zeit, ha sottolineato inoltre la presenza di persone vicine ad ambienti populisti e dell’estrema destra tedesca.

Greenpeace e diversi specialisti hanno criticato il trasferimento, sostenendo che la megattera fosse ormai troppo debilitata per sopportare il viaggio verso il Mare del Nord.

Il 2 maggio la balena è stata infine rilasciata in acque più profonde. Per alcuni giorni il segnale del tracker ha alimentato la speranza che stesse dirigendosi verso il Mare del Nord e l’Atlantico. Poi il dispositivo ha smesso di trasmettere. La carcassa è stata infine avvistata nelle acque danesi e identificata ufficialmente sabato scorso.

Dopo la conferma della morte il dibattito in Germania si è riacceso. Backhaus ha difeso la scelta di consentire il tentativo privato sostenendo che il dilemma fosse tra lasciare l’animale a una morte quasi certa oppure concedergli “un’ultima possibilità”. “Alla fine probabilmente ha deciso la natura”, ha dichiarato il ministro.

In un commento pubblicato dalla Süddeutsche Zeitung sul caso, Hanno Charisius sottolinea che mentre la Germania, e non solo, seguiva in diretta il destino di Timmy-Hope, migliaia di cetacei continuavano a morire nei mari del mondo a causa delle reti fantasma e dell’inquinamento marino, chiudendo con un’esortazione: “Se tutti i sentimenti provati per Timmy-Hope e la megattera avessero un valore, allora tutti gli spettatori dei live streaming, i commentatori di YouTube e i lettori di notifiche dovrebbero ora impegnarsi affinché queste reti scompaiano. Probabilmente lui avrebbe voluto così”.

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