Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al termine del G7 dei ministri delle Finanze a Parigi ha affermato che nel Consiglio dei ministri di venerdì sarà affrontato “anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise”, ed ha aggiunto di “credere che si andrà in questa direzione”. Quando incombe, venerdì 22, la convocazione degli autotrasportatori a Palazzo Chigi, giorno in cui scade proprio la proroga del taglio delle accise.
“Venerdì sera – ha detto il ministro leghista – è previsto un Consiglio dei ministri in cui saranno presi dei provvedimenti, sicuramente sull’autotrasporto, sul trasporto pubblico locale, cioè i settori impattati. C’è anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise, credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al patto, quindi ci prepariamo anche l’incontro con le categorie”.
Quanto alla questione del Patto di Stabilità ha detto: “Non c’è soltanto la deroga, ci sono tante vie per arrivare al risultato e le stiamo esplorando tutte”. Quali altre opzioni viene chiesto al ministro? “Ci sono i fattori rilevanti – dice Giorgetti – che sono compresi dalla disciplina, che dovrebbero essere tenuti in considerazione, c’è l’aggiornamento dell’andamento della finanza pubblica, ci sono tante sfumature e tante interpretazioni che con buona volontà possono offrire una via d’uscita”.
“Per l’economia italiana doppio shock: energia Ucraina e Iran, è unicum”
“Il doppio shock a cui siamo stati sottoposti come economia italiana, prima alla crisi energetica ucraina e ora alla crisi energetica del Medio Oriente è un unicum in tutta Europa insieme a quello subito dalla Germania”, questo rispondendo a una domanda dei giornalisti sui contenuti della discussione con i partner in merito alla guerra e su eventuali pressioni esercitate sul rappresentante americano, il segretario americano al Tesoro, Scott Bessent, Giorgetti ha detto: “Pressioni? Mi sembra un termine esagerato, sicuramente tutti abbiamo espressoil desiderio di una pace stabile quanto prima, non solo in Medio Oriente ma anche in Ucraina”.
