Oltre mezzo milione di file (video e foto) di esplicito carattere pedopornografico, comprese scene sessuali a danno di minori, in taluni casi “ai limiti della tortura”. E’ l’impressionante catalogo digitale – oltre 2 Terabyte – sequestrato dai finanzieri del Comando provinciale di Ancona a un uomo accusato di detenzione di materiale pedopornografico, aggravata dal possesso di “un ingente quantitativo” e dall’utilizzo di mezzi atti ad impedire l’identificazione dei dati di accesso alla rete telematica.
Il responsabile è stato arrestato, i file e numerosi computer e smartphone sono stati sequestrati, un sito web e un canale di una nota piattaforma di comunicazione e social media sono stati oscurati.
L’articolata indagine, condotta dal G.i.c.o. del Nucleo di polizia economica e finanziaria di Ancona e coordinata dalla Procura del capoluogo dorico, era iniziata alcuni mesi fa e si è sviluppata anche attraverso le più moderne tecnologie in uso al Corpo e mediante l’impiego di militari specializzati Cfda (Computer forensics e data analysis).
“L’indagato – spiegano gli investigatori – aveva organizzato e suddiviso la poderosa quantità di dati mediante una ramificata struttura di cartelle e sottocartelle: era inserito all’interno di sistemi criminali che sfruttano le interconnessioni della rete per attuare una sistematica condivisione del materiale, anche attraverso il ricorso a comunicazioni basate sulla tecnologia peer to peer e si è avvalso di plurime tecniche informatiche per il reperimento e la conservazione in forma anonima (occultando i dati di navigazione) dei contenuti”.
“L’evoluzione digitale – ricordano le fiamme gialle – ha facilitato la diffusione di questi crimini, creando piattaforme senza confini per il contatto con le vittime, la produzione e la condivisione di materiale pedopornografico; tuttavia, l’odierna attività testimonia come l’accesso a tali contenuti non sia senza conseguenze ma le tracce che vengono lasciate dagli utenti possono essere analizzate, anche grazie alle moderne tecnologie in uso al Corpo, e perseguite”.
