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Home » A bordo centinaia di tonnellate di carburante
Cronaca

A bordo centinaia di tonnellate di carburante

Di Sala Notizie17 Marzo 20264 min di lettura
A bordo centinaia di tonnellate di carburante
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“La M.T. Arctic Metagaz, alla deriva nei pressi di Malta dopo un attacco con un drone marino ucraino, potrebbe avere a bordo centinaia di tonnellate di carburante, oltre a una grande quantità di gas naturale liquefatto”, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Nel momento in cui la nave è stata abbandonata, nelle stive c’era ancora carburante (450 tonnellate metriche di olio combustibile pesante e 250 tonnellate metriche di gasolio), oltre a una quantità significativa di gas naturale”, ha dichiarato l’esponente della diplomazia russa.

Attaccata dalle coste libiche, presenta gravi danni, “detonazioni a bordo”

La Russia accusa l’Ucraina di aver attaccato all’inizio del mese la Metagaz, partita da Murmansk, nella penisola di Kola (estremo nord della Russia, vicino al confine con la Finlandia). L’imbarcazione cargo trasportava gas naturale liquefatto con destinazione Port Said, in Egitto. Kiev l’ha colpita con droni navali lanciati dalle coste libiche. Secondo Mosca, i 30 membri dell’equipaggio della metaniera sono stati soccorsi e la nave è da allora abbandonata. La nave “presenta gravi danni: si sentono detonazioni a bordo, si riscontrano fughe di gas, l’inclinazione si è accentuata e si osservano focolai d’incendio localizzati”, ha indicato ancora Zakharova.

Alla deriva a 50 miglia nautiche da Malta

L’autorità portuale libica aveva dichiarato che, nella notte tra il 3 e il 4 marzo, la nave era stata colpita da “esplosioni improvvise, seguite da un violento incendio, che ne ha infine causato l’affondamento” a nord del porto di Sirte. Ma la nave non è affondata. Le immagini riprese dall’AFP da un aereo, domenica a metà giornata, la mostrano a 50 miglia nautiche a sud-ovest di Malta, con parti annerite e gravemente danneggiate dal fuoco, con due fori su ciascun lato al centro dello scafo.

Kiev, che prende regolarmente di mira impianti e trasporti di idrocarburi russi, nel tentativo di prosciugare i finanziamenti dell’offensiva russa in Ucraina, non ha commentato l’attacco. La nave era soggetta a sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea poiché apparteneva alla “flotta fantasma” russa, composta da petroliere obsolete che trasportano petrolio e gas in tutto il mondo, aggirando le restrizioni occidentali.

Arctic Metagaz (vesselfinder.com/)

Le autorità maltesi e italiane stanno monitorando il passaggio del relitto e temono problemi di inquinamento. Il WWF ha dichiarato venerdì di temere un inquinamento “duraturo dell’acqua e dell’atmosfera”. La preoccupazione maggiore delle autorità della Valletta è il rischio di contaminazione delle acque, che metterebbe in crisi l’approvvigionamento idrico dell’intero arcipelago, affidato agli impianti di desalinizzazione marina.

Il governo maltese ha già attivato un piano di emergenza per prevenire una “catastrofe a terra”, in caso di esplosione vicino alle coste. Lo scorso fine-settimana l’imbarcazione era segnalata a 50 miglia nautiche – meno di 100 chilometri – a sudovest di Malta, con venti che la spingono verso la costa occidentale di Gozo. “Tutto dipende dalla direzione del vento, ma se continua così potrebbe arrivare tra domenica notte e lunedì mattina” aveva detto una fonte al Times of Malta.

 

L’ipotesi di Malta: provocare l’affondamento del relitto

Le autorità maltesi, che da venerdì collaborano con quelle italiane, hanno predisposto l’intervento di tre rimorchiatori per evitare che il relitto possa entrare nelle acque territoriali dell’arcipelago. Le forze armate maltesi nell’ultima settimana hanno monitorato i movimenti del relitto tre volte al giorno e stimano che a bordo della nave ci siano ancora 700 tonnellate di gas liquefatto. “Non sappiamo se sarà possibile salire a bordo e assicurare il relitto ai rimorchiatori, né è stato ancora stabilito dove potrebbe essere trainato, ma stiamo cercando di identificare un punto di sufficiente profondità” hanno rivelato le fonti maltesi: l’idea sarebbe quella di provocare l’affondamento del relitto che, nonostante i gravi danni, ha ancora intatti due dei suoi quattro depositi di gas ed è ancora in linea di galleggiamento.

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