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Home » a Las Vegas tutte le novità tech con l’AI come denominatore comune
Scienza e Tecnologia

a Las Vegas tutte le novità tech con l’AI come denominatore comune

Di Sala Notizie5 Gennaio 20267 min di lettura
a Las Vegas tutte le novità tech con l’AI come denominatore comune
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a Las Vegas tutte le novità tech con l’AI come denominatore comune

Da quasi 60 anni a Las Vegas la prima settimana dell’anno coincide con il CES, il Consumer Electronics Show giunto alla sua 59ª edizione: quattro giorni in cui la tecnologia di consumo diventa una sintesi rapida di filiere industriali, investimenti e strategie di prodotto.

La fiera, organizzata dalla Consumer Technology Association (CTA) e in programma dal 6 al 9 gennaio, è pensata come un evento diffuso in tutta la città: 13 location, oltre 240mila metri quadrati di area espositiva netta, migliaia di espositori e oltre 3.600 candidature agli Innovation Awards. Sul fronte conferenze, la CTA parla di oltre 400 sessioni e più di 1.300 speaker, numeri che fotografano una fiera pensata anche come piattaforma di agenda pubblica. Nel 2025 l’evento ha registrato oltre 142mila partecipanti.

L’AI come denominatore comune

In fiera, il denominatore comune sarà ovviamente l’AI: inserita in computer, televisioni, elettrodomestici, auto, smart home e wearable. La differenza, nei prodotti reali, la faranno funzioni misurabili su tempi, autonomia, assistenza e integrazione tra dispositivi.

Sul fronte prodotti, il blocco più denso resta quello di pc e laptop, perché è qui che convergono chip, autonomia e AI “on-device”. 

Intel arriva al Ces con un messaggio esplicito: la “global launch” dei Core Ultra Series 3 (Panther Lake) è agganciata ai giorni di Las Vegas e diventa la base su cui i partner PC costruiscono le linee del 2026. Amd usa il keynote di Lisa Su per spingere la propria visione di soluzioni AI “dal cloud al device”, con attenzione verso le piattaforme che cercano efficienza e capacità locali. Qualcomm, posizionando la famiglia Snapdragon X, resta nel perimetro dei portatili centrati su autonomia e integrazione, con la narrativa delle funzioni AI sempre più distribuite sul device. 

La verifica, nei giorni di fiera e nelle settimane successive, sarà su prestazioni reali, autonomia e prezzo finale. 

“Il divario tra l’hype sull’intelligenza artificiale e le reali aspettative dei consumatori aumenterà al CES 2026″, prevede Thomas Husson, analista principale di Forrester. Perché “se software e modelli di IA evolvono alla velocità della luce, energia e hardware evolvono alla velocità della fisica”. Ma non è l’unico a pensarla così. “Non c’è dubbio che una parte di tutto questo sarà AI washing“, con il suo corollario di promesse di marketing false o gonfiate, ritiene Avi Greengart, analista di Techsponential. “Ma vedremo anche funzioni davvero utili, rese possibili dai progressi dell’apprendimento automatico (machine learning), che portano nuove capacità a un’ampia gamma di prodotti, dai telefoni ai televisori, passando per la salute digitale e l’automotive”, aggiunge.

Tv, smart home e robotica

Sulle TV e sul living, il CES continuerà a essere un campionato di pannelli e software. Le preview di settore indicano una battaglia ancora più accesa su tecnologie display e su elaborazione dell’immagine, con una crescente spinta a funzioni AI nei televisori e nei servizi collegati. La smart home, invece, dovrebbe muoversi su due direttrici concrete: sicurezza e automazioni. Telecamere, sensori e serrature restano il territorio dove si misurano interoperabilità e affidabilità, mentre l’AI viene proposta come strumento per ridurre falsi allarmi e rendere più “intelligenti” le routine domestiche. 

La robotica “casalinga” continua a crescere, con robot aspirapolvere più sofisticati e prodotti sempre più orientati al riconoscimento degli oggetti e alla gestione degli ostacoli; le anticipazioni di settore mettono questa categoria tra le più attese della settimana. 

Su robotica e industria, il CES 2026 consolida una presenza più visibile di aziende che parlano di macchine e infrastrutture oltre il perimetro consumer.

Mobilità

Sulla mobilità, il CES continua a essere un luogo di “in-car tech” e piattaforme: software in abitacolo, sensori, display, assistenza alla guida, con l’AI che entra anche qui come interfaccia e come motore di personalizzazione.

Secondo anticipazioni di settore, Mercedes-Benz e BMW, con soluzioni in cui potrebbe rientrare anche Bosch, mostreranno sistemi di “AI Cockpit” che leggono segnali fisici del guidatore: se rilevano stress, l’auto può intervenire con funzioni di comfort (massaggi, luci ambientali) e persino suggerire percorsi più tranquilli. Hyundai Mobis, con Zeiss, mostrerà invece un parabrezza trasparente che diventa un grande display: informazioni proiettate sul vetro senza coprire la visuale.

Schede video

Ma in questa edizione gli occhi sono puntati anche sulla nuova generazione di schede video NVIDIA RTX 50. Dopo la presentazione sul sito della RTX 5090, a Las Vegas ci si aspetta che NVIDIA usi il palco anche per chiarire posizionamento e roadmap della serie consumer, tra disponibilità, listini e mosse dei partner. Il punto critico per gli analisti è legato però al prezzo. Nvidia guadagna soprattutto con i chip per i data center e questo può pesare su disponibilità e listini volti al singolo compratore. Il rischio è che il gaming di fascia alta, soprattutto per pc, diventi ancora più costoso e sempre meno “di massa”. Anche per questo il momento più atteso di quest’edizione è, senza dubbio, l’Nvidia Live con Jensen Huang: l’azienda ha fissato l’evento per lunedì 5 gennaio al Fontainebleau, con una presentazione esplicitamente dedicata a “what’s next in AI”. Poche ore dopo tocca a Lisa Su, lunedì 5 gennaio al Venetian (Palazzo Ballroom), con una scaletta centrata sulla visione Amd per le soluzioni AI “dal cloud all’edge e ai device”. Il giorno successivo, martedì 6 gennaio, Siemens porta sul palco Roland Busch.

Il CES 2026 incorpora anche una componente istituzionale più strutturata rispetto al passato, con una presenza annunciata di figure governative e regolatorie statunitensi e con programmi dedicati come l’Innovation Policy Summit e il Leaders in Technology Program. La CTA segnala la partecipazione di oltre 200 tra funzionari e staff di livello internazionale, federale, statale e locale, e mette in agenda conversazioni con vertici di autorità come FTC e FCC, dentro un contesto in cui regole, concorrenza, infrastrutture e filiere sono parte della discussione sullo sviluppo dell’AI e dei dispositivi connessi. 

Sullo sfondo resta la natura ibrida del CES: business e cultura pop si toccano spesso, con una presenza di ospiti “ambassador” che vengono usati per portare pubblico e attenzione su categorie come salute e creatività. Nel programma la CTA segnala, tra gli altri, Alexis Ohanian, Serena Williams e will.i.am, dentro sessioni e momenti sponsorizzati che parlano di biowearables, creatività e applicazioni AI.

La presenza dell’Italia

In questo quadro entra l’Italia, presente in modo strutturato a Eureka Park, l’area del CES dedicata alle startup e alle collettive nazionali. Secondo i materiali del Padiglione Italia, l’agenzia Ice – per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle imprese italiane – porta a Las Vegas una delegazione ampia: 51 startup, arrivate da 13 regioni, raccolte in un unico luogo che si snoda su circa 700 metri quadrati. 

L’elenco mette insieme profili molto diversi: dalla robotica e sicurezza fisica come Agade (esoscheletri) e D-Air Lab (airbag indossabili), a soluzioni digitali e AI come Lookalike e TrueScreen, fino ad audio e piattaforme come Volumio, wearable e sport-tech come Uptivo, e progetti su realtà estesa e 3D come Hevolus e NextRender. La presenza italiana però si gioca anche fuori dallo stand.

Il programma collegato al Padiglione Italia prevede un’Arena Italia con sessioni e pitch durante la settimana, e la chiusura il 9 gennaio con l’Italian Startup Carousel: formato ad alto ritmo, un minuto a testa per tutte le 51 startup davanti a investitori e partner, con un talk finale curato da WeMakeFuture. Nell’organizzazione e nella preparazione pesa anche il lavoro di Area Science Park, coinvolto nel supporto alle startup su pitch e approccio a investitori e media.

Quanto c’è di Cina a Las Vegas? 

Ci saranno sicuramente alcuni “giganti” come Lenovo, Hisense e TCL ma molti altri produttori cinesi saranno assenti a causa della “guerra commerciale” con gli Stati Uniti. “La presenza dei venditori cinesi è nettamente più ridotta rispetto alle amministrazioni precedenti”, osserva Greengart, a un anno dal ritorno di Donald Trump al potere. “È in gran parte colpa della geopolitica”. 

L’industria elettronica deve ora fare i conti con cambiamenti frequenti e imprevedibili sui dazi americani. “Ci sono vere difficoltà in settori in cui il presidente degli Stati Uniti ha modificato o imposto dazi più di 100 volte dal suo insediamento”, spiega Gary Shapiro, presidente della Consumer Technology Association (CTA), che organizza il CES. “I dirigenti con cui parlo probabilmente passano più tempo su questioni legali e regolatorie che sull’innovazione.” Nonostante tutto, il CES resta un luogo imprescindibile per chiudere accordi. “Non è necessariamente lì che si trova la prossima grande rivoluzione”, conclude Greengart. “Ma è al CES che si ha una visione chiara delle tendenze e dei settori su cui l’industria sta investendo”.

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