Rilanciare la soluzione dei due Stati non è mai stato utopico come oggi, con la Striscia di Gaza in macerie e la Cisgiordania sempre più frammentata.
Lo si è provato a fare a Roma, con una riunione tecnica tra 25 paesi, c’era anche il direttore del Board of Peace, il discusso tavolo per Gaza voluto da Trump.
E con un vertice di alto livello tra il ministro degli esteri Antonio Tajani e i suoi omologhi palestinese e saudita.
Tante le questioni aperte, dal disarmo di Hamas all’autonomia finanziaria dell’autorità nazionale palestinese alla violenza dei coloni nella Cisgiordania occupata. Su quest’ultimo punto Roma e Ryiad hanno firmato una dichiarazione congiunta di condanna.
L’ Italia resta contraria a un riconoscimento già ora dello stato di Palestina, passo compiuto tra gli altri da diversi paesi Ue e dal Vaticano: scelta demagogica, in assenza di uno Stato, secondo Tajani.
Un vertice disertato da Israele, dove il progetto dei due Stati è ormai inviso alla classe politica. Per fare pressione su Tel Aviv, la ministra palestinese Varsen Aghabekian chiede all’ Italia di unirsi in sede Ue, al fronte che chiede la sospensione dell’accordo commerciale Israele – Unione Europea.
A Roma si riunisce l’Alleanza globale per la soluzione dei due Stati per cercare di rilanciare il processo di pace in Medio Oriente. E Italia e Arabia Saudita firmano una dichiarazione di condanna contro la violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania
