Una richiesta di aiuto disperata al 112, pronunciata da una ragazza di appena 16 anni: “Correte, il papà sta picchiando la mamma e vuole picchiare pure noi”. 

È l’incubo vissuto da tre fratelli (di 14, 16 e 17 anni) a Mantova, intervenuti per difendere la madre di 44 anni dalla furia del marito, un cinquantaduenne di origine tunisina residente in città.

L’episodio culmine si è consumato domenica, ma le indagini dei Carabinieri della compagnia di Mantova — supportati da una volante della polizia — hanno permesso di far luce su un clima di violenze sistematiche andato avanti almeno dal mese di luglio.

La dinamica dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tutto sarebbe scatenato dal rifiuto della donna di sottostare a un rapporto sessuale preteso dal marito. Dalle testimonianze delle vittime e da alcuni video che loro hanno mostrato, i militari sono riusciti a ricostruire più episodi di violenza commessi a partire dal luglio scorso. 
All’arrivo dell’equipaggio radiomobile, impegnato nei servizi disposti dalla Prefettura, l’uomo, armato di bastone, stava ancora minacciando moglie e figli. I carabinieri, con l’aiuto di una volante della polizia intervenuta in supporto, sono riusciti a riportare la calma in casa. 

Domenica il culmine: prima l’uomo avrebbe preteso di avere un rapporto sessuale con la donna e poi, davanti al rifiuto di lei, l’avrebbe presa a calci e pugni, le avrebbe morso un braccio, per poi colpirla con un bastone di legno. Nel frattempo avrebbe minacciato di morte anche i figli, accorsi per difendere la madre.
Le vittime sono state portate all’ospedale civile di Mantova, da cui la 44enne è stata dimessa con una prognosi di 15 giorni per contusioni alla spalla sinistra e alla gamba destra e graffi all’addome.

 Anche i figli avevano varie escoriazioni sul corpo. 

Il marito, un 52enne tunisino residente a Mantova, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali e portato nel carcere della città. Lo comunica il comando provinciale dei carabinieri in una nota.

 

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