Gli esperti in bioterrorismo del Robert Koch Institute di Berlino sono giunti in Italia per analizzare ogni dettaglio del mistero di Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli specialisti esamineranno al microscopio gli alimenti e gli oggetti sequestrati nella casa in cui vivevano la quindicenne Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Els, decedute in circostanze drammatiche.

L’obiettivo è isolare eventuali tracce di ricina, una potente tossina. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha confermato che gli esami sui reperti inizieranno immediatamente. Per i primi risultati biochimici saranno necessari tre mesi, mentre a breve sono attesi gli esiti definitivi delle autopsie. L’inchiesta rimane al momento a carico di ignoti, ma l’attenzione degli inquirenti si concentra sull’ambito familiare. Secondo le prime ipotesi, il veleno non sarebbe stato acquistato sul dark web, ma ricavato da una pianta di ricino individuata poco distante dal paese.

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