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Home » Asportata una cisti ovarica di 7 chili su una 16enne. Intervento record al Bambino Gesù
Salute

Asportata una cisti ovarica di 7 chili su una 16enne. Intervento record al Bambino Gesù

Di Sala Notizie28 Luglio 20264 min di lettura
Asportata una cisti ovarica di 7 chili su una 16enne. Intervento record al Bambino Gesù
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Una cisti ovarica gigante, del peso di 7 chili e delle dimensioni di 33 centimetri, che occupava quasi interamente l’addome di una ragazza di 16 anni, è stata asportata con successo all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. L’eccezionale intervento è stato eseguito nella sede di Palidoro dall’équipe di Chirurgia Andrologica utilizzando un’innovativa tecnica ibrida tra chirurgia tradizionale e mininvasiva. La procedura ha consentito di rimuovere completamente la massa evitando la dispersione del suo contenuto nell’addome, di preservare il tessuto ovarico sano, di ridurre al minimo l’invasività e di minimizzare l’impatto estetico dell’intervento.

Cisti gigante (Ufficio stampa Bambino Gesù)

“Un intervento così complesso è stato possibile grazie alla collaborazione tra chirurghi, anestesisti e personale infermieristico e all’esperienza maturata dal nostro Ospedale nella gestione dei casi più difficili e dei percorsi chirurgici d’avanguardia”, spiega Massimiliano Silveri, responsabile dell’Unità operativa semplice di chirurgia andrologica del Bambino Gesù.

Una cisti di 7 chili e 33 centimetri

La gigantesca formazione cistica occupava gran parte della cavità addominale. Misurava 33 per 18 centimetri, aveva un peso complessivo di circa 7 chili e conteneva oltre 6 litri di liquido. Le dimensioni della massa comprimevano gli organi addominali, con il rischio di comprometterne progressivamente la funzionalità. La rimozione della cisti, inoltre, doveva essere eseguita preservando il tessuto sano dell’ovaio e quindi la futura fertilità della ragazza. L’esame istologico effettuato dopo l’intervento ha identificato la formazione come un cistoadenoma sieroso, un tumore benigno dell’ovaio. Prima dell’operazione, tuttavia, non era possibile conoscere con certezza la natura della massa. Era quindi necessario adottare tutte le precauzioni previste in presenza di una possibile patologia tumorale, evitando in particolare la fuoriuscita del contenuto della cisti nella cavità addominale.

Una tecnica ibrida per operare in sicurezza

Le eccezionali dimensioni della massa rendevano particolarmente complesso il ricorso alle tecniche chirurgiche convenzionali. La cisti occupava infatti quasi interamente l’addome e non consentiva, nella fase iniziale dell’intervento, di creare lo spazio necessario per operare in laparoscopia. L’équipe del Bambino Gesù ha quindi utilizzato una procedura ibrida, combinando chirurgia tradizionale e mininvasiva. Attraverso una piccola incisione di appena 5 centimetri nella parte inferiore dell’addome, simile a quella utilizzata per un taglio cesareo, i chirurghi hanno inizialmente isolato la cisti creando un’area protetta e a tenuta – una sorta di camera stagna – per evitare qualsiasi dispersione del suo contenuto. Una parte del liquido è stata quindi aspirata lentamente e in modo controllato, riducendo progressivamente il volume della massa. Uno svuotamento graduale era necessario per consentire agli organi addominali, a lungo compressi dalla cisti, di riadattarsi allo spazio liberato ed evitare pericolosi sbalzi della pressione e della circolazione sanguigna. La riduzione del volume della massa ha permesso di creare nell’addome lo spazio necessario per proseguire l’intervento in laparoscopia, con l’ausilio di una telecamera, e identificare l’origine della cisti dall’ovaio sinistro.

“In una paziente così giovane era particolarmente importante ridurre al minimo anche l’impatto estetico dell’intervento”, spiega Lorna Spagnol, la chirurga del Bambino Gesù che ha eseguito l’operazione. “Grazie alla tecnica utilizzata è stato possibile asportare una cisti di dimensioni eccezionali attraverso un’incisione di appena 5 centimetri, limitando le conseguenze fisiche e il possibile impatto psicologico di una cicatrice molto più estesa”.

Dopo la fase laparoscopica, la cisti è stata ulteriormente svuotata e la parte residua della formazione è stata portata all’esterno e asportata attraverso la stessa incisione di 5 centimetri. L’intervento, durato circa 2 ore, è stato eseguito dalle dottoresse Lorna Spagnol e Ilaria Buconi, con la supervisione del dottor Massimiliano Silveri, e ha coinvolto l’équipe di Anestesia e Rianimazione e il personale infermieristico del comparto operatorio della sede di Palidoro. La ragazza ha avuto un rapido recupero postoperatorio ed è stata dimessa in ottime condizioni di salute appena quattro giorni dopo l’intervento.

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