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Home » Assalto a portavalori nel Brindisino, uno degli arrestati è un ex militare paracadutista
Cronaca

Assalto a portavalori nel Brindisino, uno degli arrestati è un ex militare paracadutista

Di Sala Notizie10 Febbraio 20264 min di lettura
Assalto a portavalori nel Brindisino, uno degli arrestati è un ex militare paracadutista
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Uno dei due arrestati per l’assalto al portavalori in Puglia è Giuseppe Iannelli, 38 anni, ex militare paracadutista con un passato nel battaglione San Marco. 

Si trova in carcere in stato di fermo per l’assalto a un portavalori avvenuto ieri sulla statale 613 Brindisi-Lecce, strada già colpita nel 2024 da un maxi colpo da quattro milioni di euro. L’azione di ieri, però, non è andata come previsto: il commando ha commesso un errore nei tempi e Iannelli è stato bloccato insieme a Giuseppe Russo, 62 anni, dopo un inseguimento nelle campagne salentine.

Al termine degli accertamenti e dei relativi riscontri, i carabinieri hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto nei loro confronti con le accuse, in concorso, di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. 

Nelle prossime ore compariranno davanti al gip per l’udienza di convalida della misura.   Nell’assalto al blindato la banda, composta da almeno sei persone, ha bloccato la superstrada all’altezza di Tuturano, ha fatto esplodere un furgone impugnando kalashnikov, ha rapinato una studentessa dell’auto per fuggire e, nel corso dell’inseguimento, ha sparato alcuni colpi contro una gazzella dei carabinieri, fortunatamente senza provocare feriti. 

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ha contattato telefonicamente il Comandante della Legione Carabinieri Puglia e i Comandanti Provinciali di Brindisi e Lecce per esprimere, ai Carabinieri che hanno operato, “un sentito compiacimento” per l’intervento. 

“I militari dell’Arma hanno dimostrato, ancora una volta, grande coraggio e professionalità, intervenendo con tempestività e determinazione in un contesto di estremo pericolo”, ha affermato il generale Luongo, che ha poi sottolineato come l’efficace risposta operativa abbia permesso non solo di contrastare l’azione criminale, ma soprattutto di tutelare l’incolumità dei cittadini presenti, confermando il ruolo fondamentale dell’Arma quale presidio di sicurezza e legalità sul territorio.

Il vertice dell’Arma ha infine espresso sentimenti di vicinanza per il militare che, nelle fasi della cattura di uno degli arrestati, è rimasto ferito ed è tuttora ricoverato in ospedale.

Il Comandante Generale ha inoltre garantito sostegno operativo inviando in Puglia Reparti speciali per supportare le indagini finalizzate all’identificazione degli altri componenti del commando.

L’arresto dei componenti del commando

Nelle immagini riprese dall’elicottero, il momento della cattura dei componenti del commando armato che hanno assaltato un furgone portavalori lungo la strada statale 613 “Brindisi-Lecce”, nei pressi dello svincolo di Tuturano. 

A eseguire l’arresto di due dei responsabili della tentata rapina, i carabinieri dei comandi provinciali di Lecce e Brindisi. 

Carabinieri intervenuti: “Hanno sparato per uccidere”

Luca Petruzzo, brigadiere in servizio a Cellino San Marco, è uno dei carabinieri che questa mattina hanno inseguito i due presunti componenti della banda che oggi ha assaltato il portavalori con Kalashnikov ed esplosivo sulla strada Brindisi-Lecce. “Ho ingaggiato l’inseguimento dell’auto con il collega a folle velocità – ha detto ai cronisti stasera – e loro hanno sparato contro la nostra auto di servizio: siamo riusciti a evitare il primo colpo di fucile, il secondo ha colpito il parabrezza. Abbiamo ancora continuato nonostante i due colpi fino a quando siamo entrati nel centro abitato dove c’erano scolaresche ai bambini e lì abbiamo desistito per evitare conseguenze”. Hanno sparato per uccidere? “Penso di sì”, ha risposto. Poi ha precisato: “Non ci sentiamo eroi, facciamo il nostro lavoro”.   Il vicebrigadiere Giuseppe Conte, del nucleo operativo radiomobile di Brindisi, non era in servizio ma si trovava sulla strada nel momento dell’assalto. Per questo ha dato l’allarme masi è lanciato all’inseguimento dei malviventi con la propria auto. “Ho messo in sicurezza le persone ed è sopraggiunta una macchina dalla parte posteriore – ha spiegato ai giornalisti -ho provato a bloccarla pensando fosse qualche utente della strada che si si stava infilando per per avvicinarsi. Ma sono ripartiti e da lì ho cominciato ad inseguirli per una quindicina di chilometri. Durante l’inseguimento ero continuamente in contatto con la centrale, dando tutte le indicazioni che potevano essere date. In tutto questo sono stato speronato due volte da un’altra macchina, che credo fosse un’auto di supporto dei malviventi”. “Il nostro è un lavoro di squadra, non di un singolo militare”, ha concluso.

Piantedosi: “Risposta Stato oltre giudizi strumentali”

“I miei più profondi sentimenti di gratitudine e apprezzamento ai carabinieri che, con esemplare professionalità e spirito di sacrificio, hanno sventato l’assalto al portavalori nel Brindisino, non esitando a mettere a rischio la propria incolumità, intervenendo, con prontezza esangue freddo, su una rapina attuata con metodi feroci e violenti”. Lo scrive su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Aver scongiurato il tentativo di rapina e aver fermato duedei responsabili sono la migliore riprova di una capacità di risposta dello Stato superiore ad ogni commento e giudizio strumentale sull’operato delle nostre forze dell’ordine -aggiunge -. Il Governo continuerà ad investire in maniera crescente su di loro”.

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