Da questa mattina la circolazione ferroviaria sulle linee AV Roma – Napoli e Roma – Firenze è rallentata per due atti dolosi. Un terzo episodio è in corso di accertamento.
Arrivano a toccare i 90 minuti i ritardi registrati sulle linee ferroviarie dell’Alta Velocità. Al momento sul tabellone della Stazione Termini di Roma sono moltissimi i treni che registrano anche ritardi superiori ad un’ora. Un convoglio previsto in partenza da Napoli è stato cancellato e, secondo quanto si apprende, per velocizzare le tratte vengono saltate più fermate se presenti.
ll sito di Rfi informa che la circolazione ferroviaria è rallentata nei pressi di Salone per accertamenti dell’autorità giudiziaria. È in corso l’intervento dei tecnici di Rfi.
Salvini: “Boicottaggi atti criminali, spero nessuno minimizzi”
“Odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia. È stata aumentata la vigilanza e abbiamo incrementato i controlli per stanare questi delinquenti, sperando che nessuno minimizzi o giustifichi gesti criminali che mettono a rischio la vita delle persone”. Così il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini dopo la notizia di nuovi sabotaggi sull’alta velocità che stanno rallentando la circolazione.
Codacons: “Chiederemo risarcimenti ad autori sabotaggi”
Se saranno individuati i responsabili degli atti dolosi a danno della circolazione ferroviaria, il Codacons avvierà nei loro confronti una azione legale finalizzata a chiedere maxi-risarcimenti in favore di tutti i passeggeri coinvolti nei disagi.
Lo afferma l’associazione dei consumatori, dopo i nuovi sabotaggi registrati oggi che stanno causando forti ritardi sulla rete. “Quanto sta accadendo in questi giorni in Italia ha ripercussioni enormi sui cittadini, costretti a subire ritardi che realizzano danni morali e materiali evidenti – spiega il Codacons – Il rischio è anche quello di vedersi negati gli indennizzi previsti dalla normativa in caso di ritardi dei treni: il Regolamento europeo 782/2021 che disciplina diritti e obblighi dei passeggeri, infatti, stabilisce che un’impresa ferroviaria non è tenuta a corrispondere un indennizzo qualora sia in grado di dimostrare che il ritardo, la perdita di coincidenza o la soppressione è dovuto o intrinsecamente legato a un comportamento di terzi che l’impresa ferroviaria, nonostante abbia riposto la diligenza richiesta dalle particolarità del caso di specie, non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare, quali presenza di persone sui binari, furto di cavi, emergenze a bordo, attività di contrasto, sabotaggio o terrorismo”.
