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Cronaca

Avete ucciso i nostri figli

Di Sala Notizie12 Febbraio 20267 min di lettura
Avete ucciso i nostri figli
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Avete ucciso i nostri figli

“Avete ucciso i nostri figli”: i famigliari delle vittime del rogo di Crans-Montana hanno gridato il loro dolore all’arrivo dei coniugi Moretti, accusati della strage dove hanno perso la vita 41 tra giovani e giovanissimi la notte dello scorso Capodanno. È accaduto in occasione dei nuovi interrogatori a cui i proprietari del discobar sono stati chiamati, nell’ambito dell’inchiesta sulla strage. A Sion, infatti, si stanno svolgendo i nuovi interrogatori: oggi dovrà essere sentita la moglie di Jacques, Jessica Maric.

Gli indagati, proprietari del locale teatro della strage di Capodanno, sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti , meno di una decina, si sono avventati contro di loro. “Sono stati i coniugi Moretti a voler incontrare le famiglie delle vittime, lo hanno sempre detto di voler ascoltare e spiegarsi affinché si possano esprimere ma questa non è una spiegazione, è stata un’aggressione, l’avete vista, c’è stato uno straripamento di tipo fisico; non ci aspettavamo che non ci fosse la polizia” ha commentato l’avvocato Nicola Meier, che assiste i coniugi.

“Dicono che la colpa è di Cyanne, che la colpa è del Dj, che la colpa è del Comune, ma per niente è colpa loro, solo parole e parole, questa gente non ha il cuore, solo il cuore dei soldi” ha detto Michel Pidoux, padre di Tristan, 17enne vittima del rogo del Constellation, dopo lo scontro verbale e il parapiglia. “Jacques ci ha detto che prenderà la sua colpa, – ha aggiunto Pidoux – ma non prende niente, solo parole. Quando va dentro (nell’aula dell’interrogatorio, ndr) non parla più, dice che è colpa di tutti meno che sua e di sua moglie”.

In una pausa dell’interrogatorio di Jessica, ancora in corso, l’avvocato Meier è stato a sua volta avvicinato dal fratello di una delle vittime, aggredito verbalmente e anche strattonato: è stato pertanto costretto ad allontanarsi dal locale in cui si trovano i giornalisti. L’eco dell’aggressione si è fatta sentire nell’aula in cui si svolge l’interrogatorio di Jessica, dove sono presenti oltre agli inquirenti anche alcune decine di avvocati delle parti civili. In apertura, la procuratrice generale aggiunta del Cantone Vallese, Catherine Seppey, ha rivolto un appello alle parti “affinché si mantenga la calma e un clima più consono”.

 

Ascoltata anche Eleonora Palmieri: cellulare sequestrato, si costituirà parte civile, “è ancora profondamente scossa”

Eleonora Palmieri, la 29enne veterinaria di Cattolica rimasta ferita, è stata ascoltata dagli investigatori come testimone della tragedia e anche a lei è stato sequestrato il telefono per le indagini. “È sotto choc” dice al Corriere di Romagna e al Resto del Carlino l’avvocato Piero Venturi, che assiste la giovane insieme alla collega civilista Maria De Cono, e si costituirà parte civile nel processo. Eleonora, riferisce il suo legale, è ancora profondamente scossa per quanto vissuto: “Non ha avuto il coraggio di guardare le immagini e i video di quei momenti”. La 29enne è stata convocata martedì pomeriggio dagli agenti del Servizio centrale operativo nella sede della Polizia stradale di Riccione, sentita come decine di altri testimoni della tragedia nell’ambito dell’indagine parallela a quella svizzera, aperta dalla Procura di Roma.

Anche a lei è stato chiesto di consegnare il cellulare, sequestrato dagli investigatori per ricercare eventuale materiale utile all’indagine. “Ha subito spiegato di non avere elementi di interesse sul suo dispositivo” spiega l’avvocato Venturi che illustra di avere già fatto istanza di riesame in modo che la Procura renda noto al Tribunale delle libertà le motivazioni per cui ritiene necessario il provvedimento. Nell’interrogatorio – durato circa quattro ore -, Eleonora ha ripercorso quegli attimi. “In 30 secondi, dalle scale è venuta su una marea di persone impazzite che si è incastrata nel varco che dalle scale della veranda porta di sotto. Una marea di gente terrorizzata – ha ricordato Eleonora – che si ammassava contro porta e veranda”. A quel punto la 29enne sarebbe stata sbalzata via dalla folla e ha iniziato a salire su per le scale “un fumo densissimo”, seguito da una lingua di fuoco. Cercando di ripararsi il volto con le braccia, la 29enne si è ustionata le mani e gli arti superiori, venendo al contempo trascinata verso la porta, fino a quando “delle mani”, ha detto, non l’hanno condotta all’esterno. “Eleonora – riferisce l’avvocato – non riesce ancora bene a muovere le dita. Cosa che può rivelarsi un problema per il suo futuro professionale. Se non dovesse recuperare l’elasticità necessaria, infatti, non potrebbe più fare operazioni chirurgiche e la sua carriera da veterinaria ne risentirebbe terribilmente”. Per questo i legali annunciano di essere pronti a costituirsi parte civile anche nel processo che verrà a incardinarsi in Italia.

Crans Montana, le foto del Constellation dopo il rogo (Ansa)

Ieri l’interrogatorio di Jaques Moretti

Ieri, l’interrogatorio di Jaques Moretti, che ha respinto le accuse rivolgendole a sua volta nei confronti di Cantone e Comune: secondo lui il Constellation era un locale sicuro e, se non lo era, la responsabilità è del Comune o di qualcun altro. La tesi difensiva del proprietario del discobar non è cambiato nemmeno nell’interrogatorio di ieri davanti ai procuratori che indagano sulla strage e a una platea di oltre 50 avvocati delle parti civili.

Nell’interrogatorio di Sion Moretti ha voluto subito precisare che “l’impianto di ventilazione del Constellation non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone”, rispondendo a chi ha ipotizzato che il fuoco possa essere stato alimentato anche da un difetto di ricambio d’aria nel sottorraneo. Poi la stranezza degli estintori: nessuno dei quattro è stato usato e dalle foto della polizia scientifica risulta che non fossero segnalati dai cartelli catarifrangenti d’obbligo, necessari perla loro visibilità al buoio. Nemmeno su questo Moretti ha avuto dubbi: “Non sono stati usati perché tutti pensavano solo alla fuga”, ha spiegato, assicurando di aver attaccato i cartelli “con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone”. 

Anche sul tema più scivoloso della infiammabilità d ialcuni materiali presenti nel sottosuolo, la spunga antirumore e la colla usata per farla aderire al soffitto, Jacques Moretti ieri ha tirato dritto, raccontando un aneddoto che finora non era emerso: “Per scurire, nello stile chalet alpino, il rivestimento in legno del locale sotterraneo del Constellation ho utilizzato un canello a fuoco, anche tra una trave e l’altra dove c’era la 

schiuma, ma nulla si è incendiato”.Nelle ore in cui il proprietario del Constellation ha cercato di difendersi dagli attacchi della parti civili, dalle carte dell’inchiesta emergono le prime immagini del locale devastato dal rogo con gli arredi gravemente danneggiati, il soffitto distrutto e i resti della festa trasformata in tragedia. E una serie di particolari che appesantiscono la posizione delle istituzioni locali. 

A partire dal Comune di Crans-Montana che non considerava il Constellation come una priorità nel calendario dei controlli di sicurezza benché avesse una capienza di 200 persone e un locale completamente interrato: non risultavano “non conformità” aperte, ha fatto mettere a verbale Christophe Balet, capo della sicurezza pubblica del municipio, intendendo che risultava essere tutto a posto. 

Le difficoltà nelle ispezioni sono dipese anche dal programma informatico commissionato dal Cantone del Vallese che è stato sostituito in tutta fretta: “Nel 2023 c’è stato un problema tra l’informatico di VS-FIRE e l’ufficio cantonale. Si è trattato di una vicenda di minacce di divulgazione di informazioni da parte dell’informatico. Pertanto il Cantone ha deciso di ‘staccare la spina’ a questo programma, poiché era utilizzato anche dai vigili del fuoco e da alcuni corpi di polizia municipale”, ha ancora raccontato Balet. 

La procura di Sion intanto ha acquisito tutte le informazioni contenute nel server di posta elettronica sul quale sono archiviati i messaggi dell’amministrazione comunale. Compresa la comunicazione con cui il Consigliere di Stato del Cantone incaricato della sicurezza, ha intimato ai comuni di effettuare il più rapidamente possibile tutte levisite periodiche dei pubblici esercizi, solo il 6 gennaio, una settimana dopo la strage.

Crans Montana, le foto del Constellation dopo il rogo

Crans Montana, le foto del Constellation dopo il rogo (Ansa)

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