“Sì, ho tradito mia moglie”. Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e padre di Sara, morte avvelenate con la ricina a Pietracatella, in Molise, avrebbe ammesso agli invA riportarlo è il Corriere della Sera, che cita un verbale firmato dall’ex sindaco.

L’ammissione sarebbe arrivata dopo diverse audizioni e un confronto, lo scorso agosto, negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso tra Di Vita e la donna, sposata con un uomo ascoltato più volte dagli inquirenti. I due, chiamati a chiarire alcune contraddizioni nelle rispettive versioni, avrebbero confermato la relazione.

La crisi matrimoniale risalirebbe ad anni prima. In alcuni messaggi del 2018, recuperati dagli investigatori, Antonella chiedeva a un’amica aiuto per trovare un avvocato divorzista, manifestando l’intenzione di separarsi dal marito.

Gli investigatori stanno ricostruendo anche i rapporti personali tra le persone coinvolte nella vicenda. L’ammissione del tradimento non costituisce una prova di responsabilità nella morte delle due vittime.

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