Beatrice Venezi non ci sta e si affida alle carte bollate. La musicista ha impugnato formalmente la decisione con cui il Teatro La Fenice di Venezia ha cancellato il suo incarico da direttrice musicale, che sarebbe dovuto partire il prossimo ottobre. I suoi legali considerano la delibera un atto nullo, illegittimo e discriminatorio, basato su motivazioni generiche.
La rottura dei rapporti, decisa dal sovrintendente Nicola Colabianchi lo scorso 26 aprile, era arrivata in seguito a un’intervista rilasciata da Venezi al quotidiano argentino La Nación, nella quale l’orchestra veneziana veniva accusata di nepotismo. L’episodio ha segnato il culmine di mesi di tensioni e proteste sindacali da parte dei musicisti, che fin dall’inizio avevano giudicato la sua nomina inadeguata.
Mentre Venezi si dichiara pronta a tutelare i propri diritti, Colabianchi ostenta assoluta serenità, respingendo l’ipotesi di un contenzioso: «Il contratto non è mai stato firmato, quindi lei non ha un contratto».
