Dopo una serie di gravi incidenti che hanno coinvolto bambini e ragazzi, la Camera ha approvato con 244 voti favorevoli una stretta sulla sicurezza delle piscine.

La nuova norma, inserita nel decreto Sport, impone standard più severi per bocchettoni, griglie e sistemi di aspirazione, con l’obiettivo di eliminare il rischio del cosiddetto “effetto ventosa”, che può intrappolare capelli o arti dei bagnanti.

Per gli impianti non in regola scatterà la chiusura immediata fino all’adeguamento. Previsto anche un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato alle piscine pubbliche.

L’intervento arriva dopo le recenti tragedie che hanno riacceso l’attenzione sulla sicurezza degli impianti, dalla morte della bambina di 11 anni a Sestri Levante, rimasta impigliata con i capelli nel sistema di aspirazione, al caso della bimba del Trevigiano rimasta bloccata con una gamba nella pompa di ricircolo, fino alla morte di un dodicenne in una piscina di Rimini.

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