
I mercati non vogliono lo scoppio di una guerra commerciale per la Groenlandia. L’avviso più chiaro a Trump l’ha mandato Wall Street, che ieri ha chiuso la seduta in profondo rosso visto che una rincorsa di dazi e controdazi frenerebbe la stessa economia americana: Dow Jones -1,7%, SP500 -2% e Nasdaq -2,39%.
In attesa dell’intervento di Trump a Davos, le borse europee aprono in modo debole: Milano, Francoforte e Madrid cedono circa lo 0,3%, Londra e Parigi si muovono intoro alla parità.
Seduta contrastata per le borse asiatiche. Tokyo ancora in rosso (-0,47%), con gli investitori sono spaventati dalle forti vendite di titoli di Stato giapponesi, a causa delle preoccupazioni per l’aumento della spesa pubblica annunciato dalla prima ministra Takaichi. Il Giappone ha già il debito pubblico più elevato del mondo. Piazze cinesi in moderato rialzo, mentre Seul continua a correre (+0,49%) grazie alla tecnologia e al rally del titolo Hyundai.
Ennesimo record dell’oro, oltre 4.860 dollari l’oncia.