Le Borse europee avviano le contrattazioni in rosso dopo le chiusure molto pesanti di quelle asiatiche (con Tokyo che perde il 5%, Seul quasi l”8), ma dopo pochi minuti recuperano leggermente sostenute dal prezzo del petrolio e dagli spread in calo.
Milano viaggia a -0,3%, in linea con Francoforte, poco sopra la parità Londra e Parigi.
A pesare sui mercati il dato sull’inflazione statunitense di ieri sopra alle attese, che spinge al ribasso i titoli dei chip e dell’intelligenza artificiale, al centro delle vendite sia in Asia che in Europa.
Cosa succede? I prezzi americani fanno pensare a un possibile rialzo dei tassi della Fed a fine ottobre e quindi a maggiori costi di finanziamento per i titoli dell’IA, che ne hanno molto bisogno.
I dati che arrivano dall’industria continuano però a essere buoni: Tsmc, che è il principale produttore di semiconduttori al mondo, a Taiwan, ha pubblicato in mattinata risultati trimestrali record.
Di converso scendono i rendimenti dei decennali (quello italiano a -8 punti base, al 4,47%) e scende il prezzo del petrolio, con il Brent sotto i 105 dollari.

