Il prezzo del petrolio resta alto e, dopo un calo iniziale, torna sui livelli di ieri. Il Brent è scambiato a 103,5 dollari al barile, +0,09% rispetto a ieri. Due giorni fa aveva toccato i 106 dollari. Alla vigilia dell’attacco all’Iran era scambiato a poco più di 70 dollari.
Si sta stabilizzando anche il prezzo del gas: è quotato 49,9 euro al megawattora, -3%. Alla fine di febbraio era a 31 euro.
A contribuire ai ribassi di ieri c’è stato l’accordo tra il governo iracheno e il governo regionale del Kurdistan Iracheno per riprendere le esportazioni di petrolio via oleodotto fino al porto turco di Ceyhan, un’alternativa allo stretto di Hormuz.
Le borse sono in fase di rimbalzo. Quella di Milano dopo il +1,22% di ieri oggi sale dell’1,06%. Torna positiva rispetto all’inizio dell’anno (+0,80%).
Tra i titoli riflettori su Unicredit. Il suo amministratore delegato, Andrea Orcel oggi ha parlato alla Morgan Stanley European Conference in corso a Londra. Su Commerzbank vogliamo “sbloccare lo stallo”, ha detto, aggiungendo che l’istituto è pronto a dialogare con tutti. Sulla possibilità che l’offerta venga migliorata, il ceo di Unicredit non ha escluso «alcuna opzione, ma proprio per questo non posso anticipare nulla: dipende dalle circostanze».
Il titolo di Unicredit sale del 2,23%, quello di Commerzbank del 5,62%.
