
I vescovi italiani, da oggi pomeriggio sino a mercoledì prossimo, si riuniscono a Roma per il Consiglio Episcopale Permanente. I lavori sono stati introdotti alle 16 dal presidente, cardinale Matteo Maria Zuppi, e si concentreranno sulle priorità pastorali e sui passi da compiere per dare seguito alle decisioni maturate a conclusione del Cammino sinodale e con il confronto dell’Assemblea Generale del novembre scorso. In questo ambito, sarà anche scelto il tema principale dell’Assemblea Generale che si svolgerà a Roma nel mese di maggio. I Vescovi si concentreranno poi sull’iniziazione cristiana con un focus sulla questione dei padrini e delle madrine, sulle sfide che riguardano il dialogo ecumenico e interreligioso, e sul contributo che la Chiesa italiana può offrire alla riflessione sul Mediterraneo e sul ruolo delle comunità cristiane del Mare Nostrum. All’ordine del giorno anche un aggiornamento sul Progetto Policoro a 30 anni dalla sua istituzione e l’approvazione del Messaggio per la Festa dei Lavoratori (1° maggio). Mercoledì 28 gennaio, alle 15, presso la sede della Cei, il segretario generale, monsignor Giuseppe Baturi, tirerà le somme coi media a conclusione dei lavori.
Violenza tra i giovani
Il presidente della Cei invita la società a farsi carico dell’accompagnamento dei giovani che mostrano sempre più fragilità e aggressività. “Siamo tutti ancora scossi da quanto avvenuto a La Spezia, dove la vita di Abu è stata spezzata in modo tragico e incomprensibile per mano di un coetaneo. Davanti a un dolore così grande, il primo sentimento che ci unisce è la preghiera per la vittima, per la sua famiglia e anche per chi ha compiuto questo gesto – ha detto Zuppi introducendo i lavori del Consiglio permanente -, perché nessuno è riducibile al proprio errore”. Per il presidente della Cei, “questo dramma ci interpella come comunità civile ed educativa. Ci ricorda quanto sia urgente accompagnare i giovani, ascoltarli davvero, non lasciarli soli nelle loro fragilità, nelle loro paure e nelle loro rabbia”.
Referendum giustizia, invitiamo ad andare a votare
Il capo dei vescovi italiani invita ad andare a votare al referendum sulla giustizia. “La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l’assetto del Csm sono temi che, come Pastori e come comunità ecclesiale, non ci devono lasciare indifferenti. C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare. Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali – ha poi detto Zuppi – per l’esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti. Invitiamo quindi tutti ad andare a votare, dopo essersi informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco”.
Ci preoccupa l’antisemitismo
“Ci preoccupa lo sviluppo di fenomeni di antisemitismo che non ha giustificazione per i pur drammatici problemi della inaccettabile violenza a Gaza e in Cisgiordania. Alla vigilia della Giornata della Memoria, la Chiesa italiana condanna profondamente la recrudescenza di fatti ignobili, mentre ribadisce la propria vicinanza a tutte le Comunità ebraiche del Paese e rinnova il proprio contributo per contrastare tali fenomeni”.
“Legittimando il suicidio assistito si rischia di non tutelare i deboli”
“La risposta alla sofferenza non è offrire la morte, ma garantire forme di sostegno sociale, di assistenza sanitaria e sociosanitaria domiciliare continuativa, affinché il malato non si senta solo e le famiglie possano essere sostenute e accompagnate” ha detto il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi, introducendo i lavori del Consiglio episcopale permanente. “Normative che legittimino il suicidio assistito e l’eutanasia rischiano invece – ha detto ancora Zuppi – di depotenziare l’impegno pubblico verso i più fragili e vulnerabili, spesso invisibili, che potrebbero convincersi di essere divenuti ormai un peso per i propri familiari e per l’intera società, decidendo di farsi anzitempo da parte, di togliere il disturbo”. Per Zuppi occorre quindi rafforzare “a livello nazionale, interventi che tutelino nel miglior modo possibile la vita, favoriscano l’accompagnamento e la cura nella malattia, sostengano le famiglie nelle situazioni di sofferenza”.