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Home » Caso Garlasco, ora Stasi guarda avanti, “stiamo preparando la richiesta di revisione”
Cronaca

Caso Garlasco, ora Stasi guarda avanti, “stiamo preparando la richiesta di revisione”

Di Sala Notizie16 Giugno 20264 min di lettura
Caso Garlasco, ora Stasi guarda avanti, “stiamo preparando la richiesta di revisione”
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Sarà libero solo quando avrà finito di scontare la pena tra un paio di anni, tenendo conto anche dei benefici della liberazione anticipata accumulati nel suo percorso da detenuto modello, per come risulta dalle relazioni dell’equipe di Bollate. Da tre giorni, però, non deve più tornare in carcere nemmeno la sera e per lui questo è sicuramente “un nuovo inizio”, perché può vivere con più serenità tra lavoro e affetti, come già faceva nell’ultimo anno, anche se poi doveva rientrare dietro le sbarre a dormire. Il pensiero fisso di Alberto Stasi, ad ogni modo, resta quello di vedere cancellata quella condanna a 16 anni, che ha quasi finito di espiare, per poter dimostrare a tutti di essere innocente.

 

Alberto Stasi (Ipa)

Prepariamo la revisione
“Stiamo preparando la revisione”, ha detto con tono pacato e fermo davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano nell’udienza del 12 giugno. Di fronte a quei giudici che poi lo hanno scarcerato concedendogli l’affidamento in prova ai servizi sociali, a cui aveva dato parere favorevole anche la sostituta pg Valeria Marino. Un procedimento, quello sull’esecuzione pena, del tutto slegato da quello di revisione che deve ancora partire. 

L’ex bocconiano e contabile, però, rispondendo a poche domande dei magistrati ha fatto riferimento pure al lavoro della sua difesa – da lui condiviso con lo studio in prima persona degli atti della nuova inchiesta pavese – per arrivare depositare l’istanza alla Corte d’Appello di Brescia, con cui punta a spazzare via la condanna del 2015 per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi.

Nell’udienza alla Sorveglianza (presidente Marcello Bortolato, altra togata Paola Braggion) Stasi, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco, ha parlato della sua vita in carcere, del suo lavoro e dei suoi comportamenti nella casa di reclusione, che ha lasciato sabato. Nessun cenno all’innocenza, comunque sempre ribadita in più occasioni, né alla nuova indagine dei pm che hanno individuato in Andrea Sempio, secondo le loro ipotesi, il vero responsabile dell’omicidio della 26enne. Un accenno, invece, l’ha fatto proprio al capitolo revisione, spiegando velocemente che i suoi difensori, i legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis, si stanno dando da fare per aiutarlo anche in questo. E lui ci crede.
 

Alberto Stasi

Alberto Stasi (LaPresse)

Della nuova inchiesta, comunque, si parla pure in alcuni passaggi del provvedimento di affidamento in prova, ma solo per evidenziare che il 42enne “ha dimostrato equilibrio e doti di resilienza nel fronteggiare l’emotività che ha certamente provocato la riapertura” del caso, anche di fronte alla “eccezionale” esposizione mediatica. Gli esperti del carcere, tra l’altro, nelle loro relazioni, oltre a mettere in luce la buona condotta, valorizzano la “coerenza” e “integrità” di Stasi. Stando all’ordinanza, inoltre, l’affidamento in prova ha due punti principali che il 42enne deve seguire: continuare a lavorare e con parte dei soldi della retribuzione, come già sta facendo, risarcire la famiglia Poggi.

sempio stasi poggi

sempio stasi poggi (Rai)

Il risarcimento del danno provocato alla vittima
Nelle varie prescrizioni si legge che “dovrà adoperarsi per quanto possibile al risarcimento del danno provocato alla vittima del reato da lui commesso e/o alla riparazione dello stesso”. Modalità che “potranno eventualmente consistere in attività riparatorie anche sotto forma di lavori socialmente utili”. Allo stato, tuttavia, lavorerà e risarcirà, senza necessità di attività di volontariato e ogni tanto, da prassi, le forze dell’ordine controlleranno che sia in casa, quella presa in affitto fuori Milano, tra le 23 e le sei e mezza del mattino. 

Il tutto mentre anche la Procura generale sta valutando se presentare o meno una propria istanza, dopo che la Procura di Pavia ha sollecitato la revisione. Il lavoro di studio degli atti “sarà ancora lungo”. Non questione di giorni, ma almeno di settimane.

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