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Home » Caso Ranucci, sotto esame mail ed intervista sui business di Lavitola in Africa
Cronaca

Caso Ranucci, sotto esame mail ed intervista sui business di Lavitola in Africa

Di Sala Notizie3 Settembre 20263 min di lettura
Caso Ranucci, sotto esame mail ed intervista sui business di Lavitola in Africa
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Gli affari di Valter Lavitola in Africa, legati al business del carbon credit, potrebbero diventare un nuovo filone di indagine nel procedimento legato all’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Gli inquirenti giudicano “interessante” dal punto di vista investigativo l’intervista rilasciata il 29 giugno scorso dall’ex conduttore di Report ad un giornalista dello Zimbawe e la mail, resa nota dal Tg1, con cui Ranucci ha messo a parte lo stesso Lavitola dei colloqui. Atti che potrebbero presto essere acquisti e finire in una nuova tranche d’inchiesta con nuove fattispecie penali.   

Nella comunicazione Ranucci ha anticipato al faccendiere i contenuti del colloquio con il quotidiano zimbabwese ‘TheStandard’. L’articolo, pubblicato in lingua inglese il 5 luglio e poi rimosso dal sito nelle ore successive alla perquisizione domiciliare di Lavitola, faceva riferimento a una presunta attività di approfondimento giornalistico da parte di Report riguardante alcuni imprenditori italiani attivi nel mercato dei crediti di carbonio, che sostengono di essere stati truffati da un partner locale. 

Nell’intervista Ranucci affermerebbe di aver parlato con un funzionario dell’ambasciata italiana in Zimbabwe. Nell’email Ranucci chiede a Lavitola di mandargli poi i dati del “millantatore” per una inchiesta. Ranucci tramite il  suo legale, ha riferito il Tg1, ha spiegato che Report si era già occupata di carbon credit in passato ed è normale che continuasse ad  occuparsi del tema. 

Si sta concentrando in queste ore sugli affari in Africa di Lavitola e di Gomes Tavares l’attenzione dei carabinieri del nucleo investigativo di Via In Selci, i quali, coordinati dal magistrato della procura di Roma Edoardo De Sanctis, stanno provando a sciogliere una difficile matassa per risalire agli autori dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci.

Proprio le indiscrezioni sul carbon credit rivelate dal  Tg1, e un articolo del quotidiano “Il Giornale” dove si riportano i contenuti di una misteriosa mail intercorsa tra Ranucci e il faccendiere ex direttore de L’Avanti, Valter Lavitola, e con oggetto “corruzione in Zimbabwe”, a quanto si apprende, sono i nuovi dettagli su cui si stanno concentrando gli interessi degli inquirenti.

In cosa consiste l’attività imprenditoriale di Lavitola in Africa

Le attività condotte da Valter Lavitola in Africa si concentrano su un progetto di generazione e commercializzazione di crediti di carbonio attraverso l’acquisizione di concessioni territoriali. Il business fa capo a una struttura che opera principalmente tra lo Zimbabwe, il Camerun e il Congo. L’obiettivo del progetto è ottenere concessioni su ampie porzioni di territorio africano per generare crediti di carbonio (preservando foreste o modificando l’uso del suolo) da rivendere successivamente sul mercato internazionale a grandi aziende.

Oltre ai carbon credit, i piani di investimento comprenderebbero l’acquisto di ampi terreni agricoli (come una tenuta di circa 5.000 acri in Zimbabwe). L’attiività sarebbe stata gestita tramite triangolazioni finanziarie e una società estera veicolo, secondo indiscrezioni di stampa. Lavitola avrebbe operato in collaborazione con partner locali e internazionali, tra cui anche il fido collaboratore portoghese Carlos Tavares che sarebbe stato l’organizzatore materiale dell’attentato a Ranucci. I documenti investigativi indicherebbero che né Lavitola né i suoi stretti associati compaiono direttamente nelle visure camerali ufficiali di tali società.

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