Negli ultimi mesi sulle strade europee compare sempre più spesso un nuovo segnale stradale: un rombo bianco su sfondo blu. Non tutti gli automobilisti però conoscono ancora il suo significato. Il simbolo serve a indicare le corsie HOV (High Occupancy Vehicle), corsie riservate ai veicoli con più persone a bordo.
Nuovo cartello stradale (Wikipedia)
Corsie dedicate ai veicoli con più passeggeri
Il segnale identifica una corsia speciale – spesso quella più a sinistra – accessibile soltanto a determinate categorie di veicoli. In genere possono utilizzarla le auto con almeno due occupanti, cioè il conducente e almeno un passeggero.
In molti casi la corsia è aperta anche a taxi, autobus, motocicli e veicoli elettrici o a basse emissioni, oltre ai mezzi che trasportano persone con mobilità ridotta. Le regole possono cambiare da Paese a Paese e talvolta vengono specificate da pannelli aggiuntivi che indicano, ad esempio, il numero minimo di passeggeri richiesto (2+ o 3+) oppure gli orari di attivazione della corsia.
Un sistema nato in Nord America
Le corsie HOV non sono una novità assoluta. Sono diffuse negli Stati Uniti e in Canada già dagli anni Settanta, dove vengono utilizzate soprattutto nelle grandi aree urbane per ridurre traffico e inquinamento. In alcuni casi queste corsie sono attive solo in determinate fasce orarie o consentono l’accesso anche ai veicoli con un solo conducente dietro pagamento di un pedaggio.
La diffusione in Europa
In Europa questo tipo di segnaletica sta iniziando a espandersi. Francia e Spagna sono tra i Paesi che hanno introdotto più sperimentazioni e dove il sistema è già operativo su diverse arterie stradali.
Chi utilizza impropriamente la corsia rischia sanzioni significative: fino a 135 euro in Francia e oltre 200 euro in Spagna. In alcuni tratti i controlli avvengono anche tramite telecamere ad alta definizione installate sopra la carreggiata, in grado di verificare il numero di persone a bordo dei veicoli.
Possibile arrivo anche in Italia
Attualmente le corsie HOV non sono previste dal Codice della strada italiano, ma diversi Paesi europei le stanno adottando per affrontare due problemi delle grandi città: la congestione del traffico e l’inquinamento atmosferico.
L’obiettivo è incentivare il carpooling, cioè la condivisione dell’auto tra più persone che percorrono la stessa tratta, riducendo così il numero di veicoli in circolazione nelle ore di punta.
