L’accordo firmato tra Gucci e Reggiani, qualche mese prima del delitto prevedeva più di un milione di franchi svizzeri all’anno per lei, somma che nel tempo aveva raggiunto i 35 milioni di euro.
Contro questa intesa le sorelle Gucci avevano presentato ricorso alla Corte europea dei diritti umani che, però, ha deciso di non accoglierlo. Alessandra e Allegra si erano rivolte ai giudici di Strasburgo contro la sentenza che le aveva condannate a rispettare l’accordo.
La corte ha respinto la richiesta perché, le sorelle nel 2023, avevano già trovato un accordo con la madre per 3 milioni e 900mila euro.
Per i giudici, con questo, patto le figlie hanno corrisposto alla madre una somma notevolmente inferiore a quella di cui erano debitrici e hanno rinunciato cosi a ogni pretesa.
Per Reggiani, che ha scontato 17 anni di carcere, non è mai stata riconosciuta l’indegnità, l’istituto giuridico che esclude dall’eredità chi commette gravi reati contro il defunto.
Le dichiarazioni di Patrizia Reggiani dopo 17 anni di carcere – 04 GIUGNO 2014
Patrizia Reggiani, le figlie Allegra e Alessandra e Maurizio Gucci (LaPresse)
Il commento di Allegra sui social: “Non è stato un accordo ma un ricatto”
Così Allegra Gucci, una delle due figlie dell’imprenditore Maurizio Gucci assassinato nel 1995 su mandato della moglie Patrizia Reggiani, commenta sulle sue pagine social quanto deciso dalla Cedu.
La Corte europea dei diritti dell’uomo, due giorni fa, ha deciso di non procedere sull’istanza presentata da lei e dalla sorella Alessandra, contro la condanna a rispettare l’accordo di divorzio dei genitori che prevede un vitalizio alla madre, Patrizia Reggiani.
Le sorelle Gucci costrette a pagare la madre condannata per la morte del padre
Le due sorelle Gucci si sono rivolte alla Corte Europea “non per ragioni economiche, ma per ottenere ciò che il sistema giudiziario italiano aveva loro negato – si legge nel lungo post – : il riconoscimento dell’aberrazione prodotta da sentenze che le avevano condannate a pagare oltre quaranta milioni di franchi svizzeri all’assassina del padre. La Cedu non ha detto che avevano torto.
Non ha esaminato il merito. Ha fatto qualcosa di molto più frustrante: ha archiviato il caso senza decidere“.

Patrizia Reggiani in Tribunale all’udienza per l’affidamento ai servizi sociali, Milano 13 maggio 2014. ANSA (Ansa)
“I soldi, per ironia feroce, avrebbero dovuto provenire dall’eredità lasciata alle figlie di Maurizio Gucci: l’uomo che quella donna aveva fatto assassinare il 27 marzo 1995”, prosegue Allegra Gucci. Dal post emerge la rabbia e la frustrazione per questa vicenda che a suo dire è stata riportata con “titoli sensazionalistici ma profondamente inesatti”.
Non c’è stato nessun accordo segreto, precisa la figlia di Maurizio Gucci. “Allegra e Alessandra hanno dovuto negoziare sotto la minaccia concreta di procedure esecutive, il pignoramento dei beni, compresa l’abitazione. Pagare 3,9 milioni era l’unico modo per chiudere una controversia che, diversamente, si sarebbe protratta indefinitamente – si legge ancora nella nota pubblicata su Instagram -. Non era un accordo libero. Era resa davanti a una sentenza che non avrebbe mai dovuto esistere”.
E poi l’amarezza finale. “Immaginate che qualcuno venga rapito e costretto a pagare un riscatto per riottenere la libertà. Una volta pagato, si rivolge ai tribunali per far condannare i rapitori e ottenere giustizia. Ma la risposta è: ‘Ha già pagato il riscatto, la questione è risolta’”, conclude la nota di Allegra Gucci.
Patrizia Reggiani viene scortata in aula per un’ udienza del processo per l’ omicidio dell’ ex marito Maurizio Gucci nel 2000 (Ansa)
