Un nuovo dramma ha colpito la città di Firenze intorno alle ore 16, dove i colleghi hanno dovuto lanciare l’allarme per un gravissimo incidente mortale. Durante le delicate fasi di scarico, un pesante pilone si è improvvisamente staccato da una gru, travolgendo senza lasciare scampo il trentenne di origini marocchine Abou Rabil Ayoub. Il giovane operaio lavorava per il consorzio Florentia, impegnato nella realizzazione della nuova stazione dei treni dell’alta velocità di Firenze Belfiore, dove operava fianco a fianco con il fratello e i cugini. Il dramma si è consumato a poca distanza dal cantiere Esselunga, luogo simbolo in cui nel febbraio 2024 persero la vita altri cinque lavoratori. Come sottolineato con dolore da Fabio Franchi, segretario generale della Cisl Firenze Prato, il capoluogo toscano si ritrova ancora una volta a piangere una persona che non farà ritorno a casa.
Un Paese unito nel dolore da Nord a Sud
Le storie delle cinque morti sul lavoro registrate nelle ultime 24 ore attraversano l’intera penisola e raccontano uno spaccato drammatico dell’Italia che produce. Tra le vittime figurano infatti lavoratori stagionali, operai impiegati da una vita intera, persone ormai vicine al traguardo della pensione e giovanissimi che attendevano di conseguire la laurea. Nella mattinata, presso la cantina sociale di Scerni, in provincia di Chieti, ha perso la vita Andrea Di Risio, uno studente iscritto a Scienze Motorie che avrebbe compiuto 22 anni a novembre. Mentre il ragazzo era intento a pulire le vasche dell’impianto, gli è risultato fatale il violento urto con l’elica di uno svinatore.
Le vittime nei porti, nelle fabbriche e nell’edilizia
Nelle medesime ore un altro incidente fatale si è verificato al porto canale di Cagliari, costando la vita al sessantunenne Carlo Spiga. L’uomo, ricordato con profonda commozione dai colleghi come un grandissimo lavoratore, è rimasto investito da alcuni tubi che stava scaricando dal proprio camion. A Potenza, invece, i compagni di lavoro si sono raccolti in presidio osservando un minuto di silenzio all’esterno dell’azienda in cui l’operaio cinquantaduenne Rocco De Carlo, descritto da tutti come una persona buona e sempre solare, è morto schiacciato sotto il peso di un macchinario industriale. Aveva 52 anni anche Flavio Bertacchini, deceduto dopo essere precipitato da un ponteggio durante gli interventi di ristrutturazione di una cascina a Gottolengo, nel territorio bresciano.

